
"È un concorso che ammazza la nostra categoria!". Sono oltre 80, come anticipato venerdì da TeleTicino, gli architetti e ingegneri ticinesi che hanno firmato il ricorso inoltrato ieri al Tribunale amministrativo cantonale contro il bando di concorso per la progettazione della nuova sede dell'Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) di Bellinzona.
I ricorrenti contestano i requisiti richiesti ai partecipanti al concorso. Requisiti che, di fatto, escludono gli studi ticinesi. "Il ricorso solleva una infinità di eccezioni sulle qualifiche richieste agli studi per poter accedere al concorso di progettazione, che noi riteniamo del tutto arbitrarie" ha dichiarato al Corriere del Ticino il promotore del ricorso al TRAM, l'architetto Attilio Panzeri.
Tra i criteri contestati dagli oltre 80 architetti e ingegneri ticinesi vi sono, ad esempio, quello che impone agli studi di avere un fatturato superiore al milione di franchi e quello di presentare una referenza di opere dal valore superiore ai 20 milioni di franchi già realizzate o in fase di cantiere negli ultimi 10 anni.
A sostenere gli architetti e gli ingegneri ticinesi nel loro ricorso vi sono pure le varie associazioni di categoria. "Ci stiamo muovendo in modo coordinato" ha aggiunto Panzeri, "perché sta prendendo piede un atteggiamento nei confronti dei concorsi che non è più accettabile."
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