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Ticino
Bellinzona: lettere minatorie al liceo
Redazione
13 anni fa
Non solo mamme turbolente. Emergono nuovi casi di minacce ai docenti, al liceo ma anche nelle scuole medie

Mamme turbolente la cui veemenza rende necessario l'intervento di agenti di sicurezza all'esterno delle scuole. Se ne era parlato in dicembre, in seguito a un'interrogazione di Francesca Bordoni Brooks (PPD) al Municipio di Lugano.

L'Esecutivo, nella sua risposta, aveva riportato tre episodi occorsi durante l'anno scolastico 2012/2013. In due occasioni la scuola elementare di Molino Nuovo aveva dovuto essere presidiata da un agente, a causa delle escandescenze di una mamma minacciosa, mentre in un altro caso era stato l'istituto di Barbengo a dover essere protetto dalla furia di un genitore.

Ma non è solo la Città di Lugano ad essere confrontata con frizioni tra genitori e docenti che mettono a repentaglio la sicurezza negli istituti scolastici. Il deputato Armando Boneff (PPD) ha posto gli stessi quesiti della sua collega al Consiglio di Stato, per conoscere la situazione a livello cantonale.

E dalla risposta fornita negli scorsi giorni dal Governo si evince che il problema dei genitori turbolenti non è una prerogativa di Lugano. Anche al Liceo di Bellinzona e altrove, scrive il Governo, si sono verificati casi analoghi.

A Bellinzona le minacce non sono però giunte a viva voce, bensì tramite lettere anonime.

In un caso la direzione ed un docente hanno ricevuto delle lettere minatorie che lamentavano carenze nell'operato della scuola. La direzione ha immediatamente informato l'Ufficio dell'insegnamento medio superiore, coinvolto il gruppo "Visione giovani" della Polizia cantonale e segnalato l'accaduto al Magistrato dei minorenni.

In un altro caso un docente ha ricevuto una lettera, pure anonima, che denunciava troppa severità nella valutazione. Anche in questa occasione la minaccia è stata subito riferita all'Ufficio dell'insegnamento medio superiore. Ma, dato che il docente è riuscito ad identificare la provenienza della lettera, si è occupato lui stesso di affrontarne gli autori. Non è dato sapere come.

Il Governo precisa comunque che in entrambi i casi non si è trattato di minacce contro l'integrità della persona, bensì unicamente di presunta diffamazione.

Per quanto riguarda le scuole medie, il Governo spiega che vi sono state alcune segnalazioni di lettere di genitori che denunciavano alcuni docenti riguardo ad aspetti specifici, come la qualità dell'insegnamento, la valutazione o le relazioni con gli studenti. Casi di minacce esplicite sono stati invece più raramente segnalati.

Si può però citare, ad esempio, il caso di un padre che per svariati mesi ha pesantemente minacciato il capoufficio, la direzione, i docenti e persino gli altri genitori. Per cercare di contenere la sua foga sono state messe in atto molteplici misure, non meglio specificate dal Governo.

Da ultimo, le scuole elementari. Qui al Governo non risultano segnalazioni di minacce ai docenti. Ma, si precisa nella risposta, a questo livello sono di norma i Comuni ad essere interpellati, per cui non tutti i casi giungono agli uffici cantonali. Come non sono giunti, ad esempio, quelli di Molino Nuovo e Barbengo.

In termini generali il Governo parla di situazione tutto sommato tranquilla. Gli episodi di intemperanze vengono comunque presi sul serio, mentre la problematica generale della tutela dei pubblici dipendenti da potenziali atti ostili sarà considerata nel quadro della revisione del Regolamento dei dipendenti dello Stato.

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