
Aprire la casa anziani al quartiere, valorizzando allo stesso tempo esperienze e capacità dei suoi ospiti. È l'obiettivo della nuova portineria di quartiere che nascerà alla Residenza Pedemonte di Bellinzona, la prima in Ticino realizzata all'interno di una casa anziani. Il progetto vuole creare occasioni d'incontro tra chi vive nella struttura e la popolazione, partendo anche dai talenti degli anziani. «Abbiamo persone che un tempo erano fotografi e che possono raccontare, per esempio, che cosa fosse una camera oscura. Altre dipingono e vorrebbero poter presentare e valorizzare quello che fanno», spiega il direttore della Residenza Pedemonte, Silvano Morisoli.
Dalle merende al cinema
Le possibilità sono numerose e le attività saranno sviluppate anche sulla base delle proposte provenienti dal territorio. «Potrebbero esserci merende, momenti di cinema o un mercatino», continua Morisoli. «L'idea è partire dalle attività che già esistono sul territorio, metterle in relazione e creare nuove opportunità».
Il modello delle portinerie di quartiere è già presente in Ticino, ma quella di Bellinzona avrà una particolarità. Sarà la prima all'interno di una casa anziani, spiega Carmine Miceli, responsabile del Servizio lavoro sociale comunitario di Pro Senectute Ticino e Moesano. L'obiettivo è integrare la cittadinanza nella vita della residenza, creando un punto di contatto tra la casa e il quartiere e valorizzando il territorio.
Contrastare solitudine e fragilità
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Pro Senectute Ticino e Moesano, la Città di Bellinzona, la Residenza Pedemonte e l'Ufficio cantonale degli anziani e delle cure a domicilio. Tra gli obiettivi c'è anche quello di intercettare situazioni di isolamento. «Vogliamo combattere i fenomeni di solitudine e individuare le fragilità», sottolinea Miceli. «Un contesto informale può facilitare questo processo, perché spesso quello istituzionale intimorisce».
Ad animare la portineria, oltre agli appuntamenti e alle attività, ci sarà anche un bar che coinvolgerà persone a beneficio dell'assistenza sociale, offrendo loro un'opportunità di reinserimento.
«Indispensabile aprire le case anziani»
Un progetto accolto positivamente anche dal Municipio di Bellinzona. «Riuscire ad aprire le nostre case anziani e dare ai nostri ospiti la possibilità di confrontarsi con persone esterne è indispensabile per permettere loro di continuare a vivere una vita il più possibile normale», afferma il municipale e capodicastero Anziani e ambiente Vito Lo Russo. C'è poi la componente sociale e lavorativa: «Allo stesso tempo possiamo dare a persone che attraversano difficoltà professionali la possibilità di essere, per quanto possibile, reinserite nel mondo del lavoro. Per noi è un progetto molto importante».
La nuova iniziativa sarà presentata il 4 ottobre, in occasione dei dieci anni della Residenza Pedemonte, quando verrà lanciato anche il programma dei primi appuntamenti.

