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Ticino
Bellinzona: IRB, netta vittoria dei "sì"
Redazione
15 anni fa
L'Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) si farà come previsto all'ex campo militare. La reazione di Buzzi e dei Verdi

L'Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) si farà come previsto all'ex campo militare di Bellinzona. I cittadini del capoluogo ticinese hanno infatti nettamente approvato - i sì hanno raggiunto l'88,9% dei voti - la variante di piano regolatore necessaria alla sua edificazione. Saranno così resi edificabili 13 mila quadrati dell'ex campo militare dove sorgeranno la nuova sede dell'IRB, i laboratori di ricerca dell'Istituto oncologico della Svizzera italiana (IOSI) e del Neurocentro dell'Ente ospedaliero cantonale. Contro la modifica del piano regolatore, i referendisti - capeggiati da Luca Buzzi e Matteo Cheda - avevano consegnato duemiladuecento firme. Oggi, i "no" depositati nell'urna sono stati solo 564. Con l'esito delle votazioni arriva anche la reazione di Luca Buzzi in una nota stampa. I promotori del referendum mirano ora al mantenimento delle promesse stampate con la foto del Municipio sul volantino “Guarda quanto verde”. Ecco la nota stampa integrale: "Assieme al materiale di voto, non è stata distribuita la mappa della variante in votazione. Pertanto i cittadini si sono basati sullo schema “Guarda quanto verde” pubblicato accanto alla foto del Municipio e recapitato in bucalettere lo stesso giorno. Nel volantino l’IRB occupa solo un angolino dell’ex campo militare, il parco pubblico è grande il doppio di quanto deciso dal Consiglio comunale, la zona edificabile tra il liceo e la piscina è indicata come zona verde e il parcheggio abusivo tra via Chiesa e via Bramantino è designato come “area verde”. Oggi l’ex campo militare è «in buona parte “terreno passivo”», si legge nel volantino del Sì che promette «un campus, un parco: Bellinzona sarà verde, aperta, viva». Il verdetto degli elettori è chiaro ed è stato espresso con una partecipazione elevata. Secondo i referendisti, i municipali hanno ora la grossa responsabilità di mantenere le promesse del “Guarda quanto verde” divulgate assieme alla loro fotografia. Nello stesso tempo dovranno comunque rimettere sui binari della legalità l’iter dell’iniziativa popolare “Parco Grande”. Secondo la Legge organica comunale, il Municipio ha 30 giorni di tempo per esprimersi sulla ricevibilità dell’iniziativa. Questo termine è stato violato tanto che la Sezione enti locali è intervenuta per ricordare al Municipio di Bellinzona che le leggi vanno rispettate. I municipali però hanno ignorato la richiesta e hanno rinviato a dopo il voto odierno la decisione sull’iniziativa. Il Consiglio comunale pretendeva di liquidare in sordina e senza discussioni la variante di piano regolatore per l’ex-campo militare. La buona percentuale di cittadini che ha espresso la propria opinione dimostra che si trattava invece di una scelta importante che condizionerà il futuro della città e doveva quindi venir sottoposta a tutti i cittadini". Una nota stampa arriva anche dai Verdi, soddisfatti per l'esito di oggi: "I Verdi prendono atto con soddisfazione del risultato del referendum sulla variante di piano regolatore che ha spazzato via ogni dubbio in merito all’opinoine dei cittadini bellinzonesi. L'88% ha detto sì al progetto del municipio. Un progetto certo non perfetto ma che tiene conto delle varie esigenze e permette all’IRB di continuare a crescere nella città e per la Città. I Verdi hanno deciso di sostenere questo progetto, nonostante qualche legittimo dubbio sulla collocazione dell’IRB in zona non edificabile, dopo aver valutato realisticamente i pro e i contro. La Città ne esce rafforzata, grazie alla volontà di compromesso manifestata dal municipio, dal consiglio comunale e dalla stessa IRB".

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