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Ticino
Bellinzona, il nuovo ospedale è più vicino
Redazione
5 anni fa
Siglato negli scorsi giorni il passaggio dei terreni alla Saleggina. Glauco Martinetti, direttore dell’EOC: “La medicina sempre più ambulatoriale, ci muoviamo verso un multisito”

Il nuovo ospedale di Bellinzona è sempre più vicino. Il consigliere di Stato Norman Gobbi ed Eros Hürlimann, del Dipartimento federale della difesa, hanno ufficializzato negli scorsi giorni il passaggio dei terreni alla Saleggina da Arma Suisse al Cantone. In cambio l’esercito otterrà a Pollegio le superfici su cui si erge l’ex Infocentro di AlpTransit.

Un investimento importante

L’Ente ospedaliero cantonale conta di investire fra i 300 e 400 milioni per la nuova struttura ospedaliera. E anche la città di Bellinzona si è mossa per realizzare il nuovo ospedale. “I prossimi passi saranno quelli di sistemare il piano regolatore in quella zona”, spiega il sindaco Mario Branda a Ticinonews. “In un secondo momento verrà spostato lo stand di tiro al Ceneri e liberata l’area dalle attuali infrastrutture. A questo si accompagnerà anche il progetto di realizzazione del nuovo parco fluviale, al quale stiamo lavorando intensamente”. Una parte dei terreni, che hanno ospitato a lungo attività militari, come pure la discarica della città, dovrà essere bonificata, aggiunge il sindaco.

Terreni agricoli andranno perduti

Non tutti però sorridono. L’unione dei contadini ticinesi e l’Associazione per un piano di Magadino a misura d’uomo vorrebbero edificare il nuovo ospedale nel comparto delle ex Officine. Una proposta che non trova d’accordo il direttore dell’EOC Glauco Martinetti. “Oggi abbiamo circa 2’000 collaboratori e 1’000 afflussi giornalieri esterni, tra 15 anni prevediamo che l’ospedale avrà almeno 4’000 flussi giornalieri. Pensare di avere tutto questo flusso di traffico all’interno di una città credo sia sbagliato. È vero che verrà sacrificato del terreno agricolo, ma non dimentichiamoci che in questo progetto c’è anche una bella riqualificazione naturalistica”.

L’idea del nuovo ospedale

Ma perché è importante progettare oggi un ospedale, con l’idea di dismettere il San Giovanni? “La medicina si sposta sempre di più verso l’ambulatoriale”, risponde Martinetti. “Il fatto di essere in una zona abbastanza discosta verso la montagna complica la situazione. La struttura è stata costruita negli anni ‘40 per la degenza, non per l’ambulatoriale. Oggi ci muoviamo nel solco del multisito, è per questo che andiamo verso questo progetto”.

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