
Sono state due vere e proprie spedizioni punitive, quelle messe in atto nella primavera del 2012 da quattro giovani del Sopraceneri, di età tra i 20 e i 25 anni, finiti ieri alla sbarra con l'accusa di ripetuta aggressione.
La giudice della Pretura penale di Bellinzona, Sonia Giambonini Tommasini, ha parlato di "giustizia privata che non può essere tollerata in una società civile". Il gruppo aveva infatti intrapreso una spedizione per vendicare un pugno al volto che una delle vittime aveva sferrato ai danni di uno di loro all'esterno di un bar di Bellinzona. In una delle due aggressioni ai danni del ragazzo al centro del regolamento di conti, e di un suo amico, sarebbe spuntato pure un coltello, oltre ai numerosi calci e pugni rifilati da più parti.
La vittima delle spedizioni punitive è stata condannata per lesioni semplici, per il pugno sferrato a Bellinzona. Nei confronti dei quattro vendicatori, invece, sono state irrogate pene sospese variabili di 45 e 60 aliquote giornaliere comprese tra i 30 e i 90 franchi, come chiesto dall'accusa rappresentata dal procuratore pubblico Antonio Perugini.
"Comportandovi in questo modo siete stati irresponsabili e immaturi" ha detto la giudice leggendo la sentenza. "Confido veramente che questa triste storia vi abbia fatto crescere e diventare migliori. Perché la violenza non porta mai da nessuna parte."
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