
I Municipi dei comuni di Arbedo-Castione, Cadenazzo, Lumino e S.Antonino, che non hanno aderito al progetto aggregativo della nuova Bellinzona, esprimono le loro perplessità in merito alla trasformazione delle AMB in un ente autonomo comunale, così come proposto nel messaggio municipale di Bellinzona, che verrà sottoposto al Consiglio comunale il prossimo 16 ottobre.
Finora la convenzione prevedeva una partecipazione agli utili in modo proporzionale al fatturato e alla popolazione residente, "corrispondente negli ultimi anni a circa il 25%", scrivono i 4 comuni in una nota. Con la nuova convenzione tale partecipazione verrebbe sostituita da un contributo, sotto forma di prestazioni, per un corrispettivo di 100mila franchi (l'8,69% rispetto alla situazione attuale) per continuare la collaborazione in ambito energetico.
Tale proposta non è condivisa dai Municipi dei quattro comuni considerata "l'ampiezza del cambiamento economico" e poiché mancano gli "oggettivi presupposti" a sostenerla. "L'unico interessato alla medesima è il comune di Bellinzona a seguito del vantaggio di oltre 1 milione di franchi l'anno di maggiori entrate" sottolineano i quattro Municipi.
Il mancato rinnovo della Convenzione impone però ai quattro comuni l'obbligo di procedere al riscatto degli impianti di distribuzione di energia elettrica di proprietà della AMB, che serve i 4 comuni.
Gli Esecutvi dei quattro comuni hanno già incontrato una delegazione del Municipio di Bellinzona per discutere sul tema e sono in attesa di conoscere le condizioni affinché il rinnovo della concessione possa ottenere il necessario sostegno. Hanno altresì chiesto di conoscere i valori degli impianti da riscattare e le modalità con cui questi sono stati determinati.
Tuttavia l'allestimeno dei rapporti commissionali favorevoli al messaggio municipale e l'inserimento del tema nell'ordine del giorno della seduta legislativa vengono letti "come risposta pratica di chiusura da parte di Bellinzona". In questo senso i municipi di Arbedo-Castione, Cadenazzo, Lumino e S.Antonino annunciano che "si opporranno nelle sedi e nelle modalità ritenute più opportune ai intendimenti operativi per le AMB" come figura nel messaggio municipale.
Una volta conosciuta la decisione del Legislativo della città, sulla quale pende anche l'ombra del referendum da parte dell'MPS, i 4 comuni svolgeranno "tutti gli approfondimenti legali, tecnici e commerciali" in vista del riscatto della rete di distribuzione, mirate a garantire il servizio di distribuzione di energia elettrica alla propria popolazione "a condizioni paragonabili con quelle attualmente in essere con le AMB".
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