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Ticino
Bellinzona: condannata recluta che mitragliò gli amici
Redazione
13 anni fa
Un 25enne del Luganese è stato ritenuto colpevole di lesioni colpose per aver sparato ai suoi commilitoni anziché ai bersagli

Invece di sparare in direzione dei bersagli, lanciò due sventagliate ai piedi di nove reclute ticinesi della sua sezione, con la mitragliatrice del mezzo blindato su cui si trovava. Per questo episodio, avvenuto nel gennaio 2009, un 25enne del Luganese è comparso ieri a Bellinzona davanti alla Corte del Tribunale militare, presieduta da Antonio Fiscalini. Ne riferisce La Regione.

L'imputato, che all'epoca dei fatti era una recluta ventenne, aveva continuato a sparare a raffica nonostante l'ordine di cessate il fuoco, e senza sapere dove si trovassero in quel momento i suoi commilitoni, che erano così stati sfiorati dai colpi mentre si trovavano a terra. "Ha sparato a raffica una seconda serie di colpi pur non vedendo nemmeno dove fossero andati a finire i primi e non sapendo dove fosse la truppa" ha affermato l'accusa, rappresentata dall'uditore Samuele Quattropani. "Ha avuto una fortuna sfacciata, non ha fatto male a nessuno, ma questo incidente, che può sembrare una bagatella, avrebbe potuto avere conseguenze molto gravi."

Le nove reclute sfiorate dalle mitragliate partite dal carro armato avevano dovuto in seguito essere "licenziate" dalla scuola, a causa dello stato di choc riportato.

Dal canto suo l'imputato ha sostenuto di essersi sentito sotto pressioine per il reiterato ordine di far fuoco impartitogli da un sergente maggiore e di aver sentito l'ordine di cessate il fuoco solo dopo la seconda raffica. Il suo legale difensore, avvocato Felice Dafond, ha rimarcato inoltre la difficoltà a stabilire la dinamica dell'incidente. "Un processo penale richiede certezze, sulle ipotesi non si può costruire una condanna", ha sostenuto l'avvocato, sottolineando l'inesistenza dell'intenzionalità del gesto.

La corte ha infine deciso di condannare il 25enne a 30 aliquote giornaliere da 80 franchi l'una, sospese condizionalmente per due anni. L'uomo è stato ritenuto colpevole di lesioni colpose e inosservanza delle procedure di serviio, ma non di lesioni semplici.

Da notare che il processo a carico del 25enne è stato il primo dibattimento ospitato dal nuovo Tribunale penale federale di Bellinzona, inaugurato lo scorso 25 ottobre.

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