
Un agente della Polizia ferroviaria di stanza a Bellinzona è stato licenziato per aver ordinato online una pistola Glock 43 e tre scatole di munizioni, appena dodici giorni dopo essere stato assunto in prova.
Lo scrive il Corriere del Ticino, citando una sentenza pubblicata l'altro ieri dal Tribunale amministrativo federale (TAF). I giudici hanno però bacchettato le FFS per aver licenziato l'uomo, sulla quarantina, solo oltre sei mesi dopo essere venute a conoscenza del'accaduto, anche da parte del Ministero pubblico ticinese, che aveva aperto un procedimento per truffa e falsità in atti formali nei confronti dell'agente.
"Il datore di lavoro che nutre sospetti circa l'esistenza di una causa grave ha l'obbligo di adottare immediatamente le misure che reputa più opportune e ragionevoli al fine di chiarire detta fattispecie" si legge nella sentenza, che quantifica il tempo massimo di reazione in due mesi.
Il TAF ha quindi parzialmente dato ragione all'agente licenziato, pur non ritenendo che vi fossero i requisiti per reintegrarlo nella Polizia ferroviaria. Riceverà un piccolo indennizzo, ma dovrà cercarsi un altro lavoro.
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