
Perché non far decidere ai cittadini di Bellinzona se costruire o meno il nuovo stadio? La proposta viene dal sindaco Brenno Martignoni, pronto a scegliere la strada delle urne per fare definitivamente chiarezza su Bellarena. Diverse, infatti, le critiche giunte su più fronti attorno al progetto del nuovo stadio in Via Tatti: da quelle finanziarie a quelle ambientali, passando per la sicurezza. “Essenziale – osserva il sindaco Martignoni dalle colonne della Regione – è capire e ribadire che lo stadio diventerà non soltanto un’arena calcistica, ma anche un irripetibile spazio culturale e ricreativo, e non da ultimo, commerciale. Come già oggi succede in parecchie città, la Bellarena potrà divenire centro per grandi eventi, penso a concerti, manifestazioni, incontri, raduni. Ciò comporterà un notevole indotto economico legato, non unicamente, ai posti di lavoro. Infatti l’impianto darebbe occupazione a un centinaio di persone, forse addirittura il doppio”. E sulle critiche legate ai finanziamenti? Pronta la risposta del sindaco: “Il finanziamento del futuro stadio è per la Città assolutamente neutro visto che, sulla base della convenzione siglata dal Municipio a fine giugno con la società promotrice, soltanto la Hrs sarà impegnata su questo fronte”. Mentre sulla questione sicurezza il sindaco osserva che in cantiere c’è l’alternativa di far fermare i tifosi che arrivano in treno da Oltralpe, a Giubiasco e non a Bellinzona, evitando il passaggio lungo il centro cittadino. Diverse, infine, le critiche levate dagli ambientalisti. Così risponde Martignoni. “La realizzazione del nuovo stadio contribuirà da subito a migliorare la qualità di vita della parte sud della Città grazie alla vicinanza con il futuro semisvincolio. Cercheremo di fare tutto il possibile che il semi diventi svincolo da subito”.
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