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Ticino
Bellarena III: stavolta manca spazio per i negozi
Redazione
17 anni fa
Dopo via Tatti e Castione spunta una terza via per la Bellarena: il parcheggio dell'Arti e Mestieri. Ma i metri quadrati per lo shopping rischiano di essere troppo pochi

La Bellarena (vedi qui, .ndr) si sposta di qualche centinaia di metri verso il centro città. Dal prato del Patriziato di Carasso… al parcheggio dell’Arti e Mestieri, di proprietà del Cantone. Dunque da sud a nord di via Tatti, nell’area tra via Luini e via Zorzi. Una zona che rientra nei grandi generatori di traffico stabiliti dal piano direttore cantonale, in particolare in quello del centro del polo di Bellinzona. Dunque una zona che va bene anche al Cantone. “A livello di posizione e di principio, e dentro determinati limiti, si”. Ci conferma il capo della Sezione dello sviluppo territoriale Moreno Celio. Ma questa terza via per la Bellarena, anticipata stamane dal Giornale del Popolo, è tutt’altro che spianata. Il sì di Moreno Celio ha infatti delle condizioni molto precise. “Per lo stadio - ci spiega - si parlava di 25/30 mila metri quadrati di superficie commerciale. E questo è il nodo di fondo: questa quantità è sopportabile in quell’area? Dapprima dovrà valutarlo la Città di Bellinzona. Ma poi, l’ultima parola, toccherà ancora al Cantone, dunque al Consiglio di Stato”. Per dirla in parole povere: fino a 10 mila metri quadrati di commerci un’entrata in materia del Cantone è verosimile, difficile invece il via libera per un progetto che prevede 25 mila metri quadrati di negozi. Ma a Gabriele Giulini e all’AC Bellinzona 10 mila metri basteranno? “Stavolta - ci conferma Celio - il nocciolo è: quanto commercio ha bisogno l’AC Bellinzona per pagare lo stadio?”. “Stiamo lavorando molto attivamente”, ci dice Gabriele Giulini. “E dunque preferisco aspettare, prima di prendere una posizione”.Il primo progetto su un binario morto? A Moreno Celio chiediamo anche se ci sono stati passi avanti sul progetto originale, quello sul prato a sud di via Tatti. Progetto per il quale la città quest’estate ha firmato una lettera di intenti con l’ACB, il Patriziato di Carasso e la HRS SA, ma che si è poi scontrato contro il no del Cantone, non rientrando nelle otto ubicazioni periferiche dei grandi generatori di traffico definite dal Cantone. “La città - ci dice Celio - ha dichiarato che avrebbe proseguito su due vie: ricorrendo sulla scheda di piano direttore e rispettivamente rielaborando una variante di piano regolatore. Da allora di contatti con la città non ne abbiamo più avuti”. A decidere sul ricorso, ricordiamo, non sarà comunque il Cantone, ma il Gran Consiglio. Savoia comunque contrario “Posso solo constatare che la prima ipotesi è tramontata, questa nuova trovata non è che uno specchietto per le allodole”, commenta sulle colonne del GdP il deputato e consigliere comunale dei Verdi Sergio Savoia. “Spostare la Bellarena avanti o indietro di 50 metri - aggiunge - non risolve il problema di fondo”. Per Savoia, insomma, lo stadio ed i centri commerciali porterebbero troppo traffico. Il comitato civico contro la Bellarena si riunirà giovedì 8 ottobre e valuterà anche questa ipotesi. [email protected]

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