
È oramai guerra aperta, si direbbe in gergo militare, tra il Municipio di Bellinzona e il Cantone, in particolare il Dipartimento del Territorio (DT). Al centro dell’offensiva, il progetto dello stadio Bellarena in Via Tatti. Bellinzona e Cantone lo vogliono. Bellinzona in Via Tatti, il Cantone non in quella via. E lo ha ribadito ancora stamattina Marco Borradori, direttore del DT in conferenza stampa. Nel pomeriggio è “partita una contro offensiva politica”. Parole del sindaco di Bellinzona Brenno Martignoni. E la contro offensiva ha la forma di una lettera inviata in giornata al Cantone, più precisamente alla Sezione della logistica. Ecco parte del suo contenuto: "Da una recente verifica sul posto non risultano in corso lavori; i sondaggi eseguiti nei mesi di dicembre 2007 e febbraio 2008 non permettono di considerare iniziati i lavori di costruzione del nuovo edificio amministrativo. (...) Ritenamo quindi necessario postulare il rinnovo della licenza che può essere richiesto entro i 2 anni successivi alla sua scadenza'. Quindi, secondo l'Esecutivo della Capitale, niente più costruzione per il Dipartimento del Territorio - che avrebbe riunito diversi uffici in quello stabile - se non rinnova la licenza edilizia. “Quanto risponde il Municipio è nella perfetta legalità in quanto è il Cantone che ha lasciato scadere i termini legali”, ribadisce il sindaco ai microfoni di Radio3iii. “È partita una contro offensiva politica - spiega ancora Martignoni - perché in questo momento occorre un atto forte politico che faccia vedere che si voglia ristabilire un equilibrio a livello di Cantone”. Lo scopo dell’azione del sindaco? Eccolo: “Tutto questo serve per ristabilire un certo equilibrio e forse magari una comunicazione che non va fatta a colpi di comunicati stampa, ma forse parlandosi. Perché noi abbiamo bisogno del Cantone, abbiamo bisogno di un Cantone forte”. Poi arriva l’ultima “bomba”: “Abbiamo anche bisogno di un ministro forte - termina Martignoni -. E non di un ministro che, appoggiandosi ai propri funzionari, ostacola delle realizzazioni tanto per ostacolarle”. chiara.debianchi
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