
I due responsabili regionali della Belfor finiti in manette nell'ambito dell'inchiesta su truffe assicurative perché sospettati di aver raggirato assicurazioni corrompendo ispettori delle compagnie, non lavorano più per l'azienda da inizio maggio. Lo comunica la stessa Belfor, la quale sottolinea che è stata "presumibilmente vittima di manovre illecite presso la filiale di Lumino". Il sospetto è che i due ex dirigenti "abbiano deliberatamente ingannato il proprio datore di lavoro e sfruttato la loro posizione in azienda a proprio vantaggio". Nel frattempo l'azienda si è costituita parte civile nell'inchiesta del Ministero pubblico.
Cosa è successo
I due dirigenti locali, oltre ad essere impiegati presso Belfor, sono anche proprietari della Sublimity Management Services LLC di Bellinzona, azienda prestatrice di servizi di manodopera. Azienda che i due responsabili hanno impiegato come subfornitore attraverso Belfor. "A inizio maggio, a causa di questa grave violazione del codice di condotta, il rapporto di lavoro con le due persone coinvolte, così come tutti i rapporti commerciali con la Sublimity Management Services LLC, sono stati interrotti con effetto immediato", spiega Belfor.
L'inchiesta penale
È stato aperto un procedimento penale che ha fatto sorgere il sospetto che Belfor "sia stata truffata dai due ex dipendenti e da Sublimity Management Services LLC attraverso ripetute fatturazioni di prestazioni non fornite". Una truffa che sarebbe stata possibile grazie anche al coinvolgimento di altri ex collaboratori di Belfor, "che avrebbero eluso sistematicamente i nostri meccanismi di controllo interni". Il Ministero pubblico sta attualmente indagando anche per verificare se le principali persone coinvolte si siano arricchite attraverso il reato di corruzione. Nel frattempo tutte le persone sospettate dalla Procura "non lavorano più per l'azienda", precisa Belfor. "Siamo profondamente turbati dalle accuse e ci consideriamo vittime di una frode organizzata", ha dichiarato il Ceo di Belfor Nicola Rüegg. "Alcuni individui hanno deliberatamente e sistematicamente abusato e sfruttato a proprio vantaggio la fiducia che la nostra azienda aveva in loro riposto".
L'azienda si costituisce parte civile
Belfor, viene precisato, non è oggetto dell'indagine e sostiene il Ministero pubblico come parte civile. "Abbiamo preso provvedimenti immediati in materia e abbiamo adottato misure aggiuntive alle nostre rigorose regole di condotta per proteggere l'azienda e i suoi clienti da tali pratiche illecite", ha aggiunto Rüegg. "Abbiamo un chiaro interesse affinché i presunti reati vengano indagati a fondo e che i fatti vengano portati alla luce". Nel frattempo l'azienda rimane operativa al 100% per i suoi clienti in Ticino.
L'inchiesta che ha portato in manette anche un dipendente del Cantone
Nell'ambito dell'inchiesta riguardante truffe assicurative, che ha portato in carcere diverse persone, i due imputati principali (gli ex dirigenti di Belfor) sono accusati di truffa e corruzione. In manette sono finiti anche tre ispettori di compagnie assicurative, così come un impiegato della Sezione della logistica cantonale. Quest'ultimo è stato arrestato mercoledì scorso con l'accusa di corruzione passiva e accettazione di vantaggi. La somma complessiva contestatagli si aggira tra i 20mila e i 25mila franchi, riferisce oggi LaRegione. Il 44enne, che ha ammesso parzialmente le sue colpe, era impiegato presso la Belfor prima di essere assunto dal Cantone. Nei suoi confronti l'Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi ha confermato l'arresto.

