
Li hanno beccati, come si dice, con le mani nel sacco. E nel sacco c'erano tanti pesci. Pesci pregiati. Una ventina di chili di lucciperca, la cui pesca è rigorosamente vietata in maggio, periodo di riproduzione. Ai due, un pescatore semiprofessionista del Ceresio e un professionista del Verbano, è stata immediatamente ritirata la patente. Ma dopo una sola settimana l'ha sorprendentemente riottenuta. Che qualcuno sul Ceresio giocasse sporco era noto. Non più di due settimane fa, lo aveva detto al nostro microfono Ernesto Wolgemut, del Club pescatori Lugano. "Basta buttare la lenza, e il pesce abbocca". I lucciperca difendono le loro tane e attaccano qualunque cosa li minacci. Soprattutto adesso che sono a guardia delle loro tane, vicino a riva, per difendere le uova. E proprio sul Ceresio, in particolare nel golfo di Agno, pescava di frodo con le sue reti il semiprofessionista. Chiamiamolo il fornitore. Poi caricava i lucciperca nel baule e li vendeva al suo collega del Locarnese, il professionista. Che a sua volta li piazzava sul mercato al dettaglio a 60 franchi al chilo, ottenendo un ampio margine di guadagno. "Non è una bella cosa quel che è successo -, dicono nell'ambiente della pesca professionistica locarnese dove non si parla d'altro -. Siamo già in pochi e spesso malvisti dai pescatori dilettanti. Fatti del genere ci danneggiano". [email protected]
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