
La vicenda del bebè di tre settimane abbandonato a Besso e ritrovato mercoledì scorso in stato di ipotermia e denutrizione all’interno di una macchina continua a tenere banco. La madre, una 28enne, è stata arrestata ma nega di aver voluto uccidere il bambino. Il piccolo era avvolto in un sacchetto di plastica e secondo le versioni fornite dalla madre agli inquirenti, il suo scopo era quello di nasconderlo. A quanto pare il piccolo era venuto alla luce all’interno dell’appartamento in via Montarinetta e la donna si è ritrovata sola con la piccola creatura. Secondo quanto riferisce il Corriere del Ticino la donna avrebbe dichiarato di voler bene al bambino e non si esclude che abbia potuto ricevere pressioni da persone a lei vicine. Il fatto di essere una ragazza madre non sarebbe stato accettato. Ma la donna, in base a quanto dichiarato, voleva tenerlo il bambino. La vicenda non è delle più semplici. L’inchiesta, condotta dalla procuratrice Marisa Alfier, deve ricostruire anche la serie di legami sociali e famigliari all’interno dei quali si è svolta tutta la vicenda. Bisogna capire quali siano state le motivazioni che hanno portato una madre a compiere un tal gesto. La 28enne, di cittadinanza svizzera, sarà sottoposta ad una perizia psichiatrica per stabilire se fosse in grado di intendere e di volere al momento dell’abbandono. Inoltre dovrà anche stabilire se la donna soffra di qualche patologia o forma depressiva. Per quel che concerne il piccolino ora l’iter per il suo futuro dovrà giocoforza tener conto di quanto fatto dalla madre. Difficilmente gli verrà ancora affidato e per il momento verrà affidato a terzi. La speranza è che non rimangano tracce di quanto ha subito.
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