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Baume-Schneider sui premi: "Capisco la collera dei ticinesi"
Redazione
2 anni fa
A margine dell'evento organizzato ieri a Bellinzona dall'Ufficio federale di statistica abbiamo intervistato la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, a capo del Dipartimento federale dell'interno, sull'aumento dei premi di cassa malati che il Ticino subirà il prossimo anno.

Ieri a Bellinzona si è tenuta una manifestazione per dire "basta" all'aumento dei premi di cassa malati. In concomitanza, a Palazzo delle Orsoline, la responsabile del Dipartimento federale dell'interno Elisabeth Baume-Schneider partecipava a un evento organizzato per celebrare la 10'000esima pubblicazione dell'Ufficio federale di statistica. E allora abbiamo colto l'occasione per chiedere alla consigliera federale cosa si sente di dire ai ticinesi particolarmente toccati dal rincaro. "Capisco la delusione, la collera e le difficoltà delle persone che si interrogano: 10% quest'anno, parecchio anche l'anno scorso, cosa facciamo in un cantone dove il potere d'acquisto è già penalizzato. Però è un dato di fatto: se i premi sono elevati è perché i costi della salute sono elevati in Ticino", ha detto a Ticinonews la consigliera federale. "E questo non vuol dire che il Ticino commette errore, ma ci si pone la domanda su cosa si consuma, sulla densità di medici, sulla questione demografica... Ho discusso con il Partito socialista e con il consigliere di Stato De Rosa sul fatto che occorre riflettere su dei progetti pilota per restituire un po' di fiducia. Non fa piacere, ma francamente i premi sono calcolati in base ai costi, a ciò che viene speso in Ticino, all'inflazione passata... Dunque non c'è inganno o arroganza da parte di Berna verso il Ticino. L'Ufficio federale di sanità pubblica fornisce le indicazioni e i dati concreti. Sta a noi lavorare affinché vengano presi in considerazione per migliorare la situazione a livello di costi".

 Ma concretamente il Ticino ha, e se sì quanto, margine di manovra in questo campo che sappiamo essere di competenza federale?

"Credo che abbiamo avuto un buon dialogo con il consigliere di Stato De Rosa", ha aggiunto la consigliera federale. "Fa già molte cose ma, come detto, in Ticino c'è una forte densità di medici e bisogna anche vedere come si svilupperanno le cure a domicilio private e gli spitex. Ci sono possibilità interessanti. Tra virgolette, è anche l'offerta a creare la domanda. Quindi occorre riflettere, senza colpevolizzare e senza dire alle persone che sono loro a dover diventare più razionali. Bisogna analizzare un po' tutto l'ecosistema ticinese per vedere cosa può essere migliorato".

 Prima dell'evento celebrativo dell'Ufficio federale di statistica ha incontrato un altro consigliere di Stato ticinese, Christian Vitta. Di cosa avete discusso?

"Anche in questo caso c'è stata una discussione costruttiva. Un dialogo per prendere in considerazione la specificità del Ticino. Possiamo pensare al dossier sulla perequazione finanziaria, ma anche a dossier puntuali come la peste suina che potrebbe giungere dall'Italia. E poi evidentemente c'è la politica sanitaria. È stato un colloquio per rendermi attenta alla realtà ticinese, e provenendo io stessa da una cosiddetta regione periferica e di frontiera (il Giura) comprendo pienamente che il tema della perequazione finanziaria merita di essere approfondito", ha concluso Baume-Schneider..