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Ticino
"Basta tagli, più riguardo verso la scuola pubblica"
Redazione
11 anni fa
Gli studenti dei 5 licei cantonali fanno un appello alla politica: "Revocate le misure approvate quest'anno e concedete finanziamenti all'istruzione"

"Purtroppo gli studenti ticinesi si rendono conto con rammarico di non aver ancora avuto modo di vedere risultati concreti a seguito dei vari e diffusi proclami, elettorali e non, pronunciati dai politici ticinesi, nonostante essi inneggino alla promozione della cultura e dell’educazione". È quanto si legge in una risoluzione inoltrata oggi ai media dai Comitati studenteschi dei 5 licei cantonali ticinesi (Locarno, Bellinzona, Lugano 1, Lugano 2, Mendrisio) che vogliono rendere attenti sul diffuso sentimento di ostilità e incomprensione degli studenti verso gli "ancora una volta ampi e incontrastati tagli alla spesa pubblica in campo educativo promossi dal Dipartimento dell'Educazione e approvati da Consiglio di Stato e Gran Consiglio".

Facendosi portavoce di queste impressioni negative recepite dagli allievi quale organizzazione mantello, la Conferenza Interliceale dei Comitati Studenteschi contesta in particolare 3 misure che vanno a colpire l'offerta formativa liceale e l'equità tra gli studenti per l'accessibilità socialmente sostenibile agli studi superiori:

La riduzione dei corsi opzionali nelle scuole medie superiori: "Questa misura, la più rilevante e determinante per gli studenti delle SMS (quantomeno per la prima parte del loro percorso post-obbligatorio), comporterà per le già gravate sedi scolastiche un ulteriore sforzo che le costringerà a intraprendere riduzioni, importanti a nostro dire, dell'offerta formativa. Queste colpiranno i corsi che, benché forse complementari e non indispensabili dal punto di vista del raggiungimento degli obiettivi scolastici, forniscono un grande valore aggiunto all'istruzione media superiore: i corsi opzionali permettono infatti agli studenti di beneficiare di una formazione in ambiti non inclusi dal piano di studi e che, se non venissero offerti dalla scuola pubblica, diverrebbero esclusivo appannaggio degli allievi provenienti da classi agiate, gli unici le cui famiglie sono in grado di coprire i costi di un'istruzione privata".

L'adeguamento delle tariffe della refezione scolastica: "Il provvedimento in questione stupisce tanto per la mancanza di sensibilità verso gli studenti e le famiglie, quanto per l'irrilevanza della somma incassata (20mila franchi a fronte di un deficit di quasi 120 milioni di franchi): se da un lato l'aumento dei prezzi delle mense ha infatti un impatto pressoché nullo sui conti statali, dall'altro questo può avere delle conseguenze piuttosto rilevanti sul bilancio delle famiglie di reddito medio-basso, i cui figli frequentano una SMS".

La sostituzione della borsa con il prestito di studio per gli studenti universitari di master (nuove Legge sugli aiuti allo studio): "Quest'ultimo rientro della spesa, su cui è stato ritenuto importante concentrarsi, costituisce una svolta preoccupante nella gestione dei sussidi cantonali a sostegno degli studi universitari, poiché modificandola in questo senso si andranno a causare conseguenze sociali molto profonde e allarmanti. Senza un serio e durevole sostegno statale ai soggetti bisognosi di aiuti finanziari, escludendo le classi meno agiate dall’istruzione universitaria, il rischio é quello di negare un percorso formativo completo a quegli studenti che non possiedono dei mezzi finanziari sufficienti.

Secondo i liceali questi 3 provvedimenti sono chiari segnali emblematici di una carenza effettiva di volontà politica ad investire nella scuola pubblica e quindi garantirle un futuro sicuro. Gli studenti ticinesi chiedono quindi al mondo politico di rivalutare le proprie posizioni. La CICS richiede in particolare al Governo e Gran Consiglio di "adottare un atteggiamento di maggior riguardo e rispetto verso la scuola pubblica e le sue componenti, di invertire quindi la rotta intrapresa e di riconsiderare il ruolo del settore educativo, come un campo in cui investire e non da cui attingere in caso di bisogno. Auspichiamo perciò che, al momento dell'allestimento del Preventivo 2016, tutti si adoperino per agire in questa direzione, per revocare le misure approvate quest'anno, tra cui quelle presentate, e concedere finalmente all'istruzione i finanziamenti e la stabilità che questa merita".

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