
Tredici deputati del Mendrisiotto, primo firmatario Giorgio Fonio, hanno inoltrato un'interrogazione al Consiglio di Stato per chiedere lumi sulla cancellazione di numerosi posti di lavoro da parte delle FFS nella regione.
"In questi ultimi anni il dibattito politico ticinese in merito alle politiche di risparmio messe in atto dalle FFS nel nostro Cantone ha scaldato gli animi" esordiscono i deputati nell'atto parlamentare. "Non si può per esempio, non pensare alle Officine di Bellinzona, le quali hanno scongiurato la chiusura definitiva della loro attività anche grazie ad una insurrezione giustificata a tutela dell’occupazione locale".
"Ma le Officine non sono l’unico luogo di risparmio individuato dai super manager delle FFS", evidenziano i deputati. "La nostra regione, in particolare Chiasso, negli ultimi decenni ha visto drasticamente ridurre i posti di lavoro che venivano offerti dall’ex regia federale".
"Già nel 2011" ricordano, "il collega Luca Pagani con il sostegno dei Deputati del Mendrisiotto inoltrò al Consiglio di Stato un’interpellanza dal titolo “drastica riduzione di posti di lavoro alle Officine FFS Cargo di Chiasso: non perdere il treno!”. La risposta non fu rassicurante e quanto sta accedendo oggi sembrerebbe esser in linea con le preoccupazioni di allora, tutto questo nonostante nella risposta governativa del 2011 fu chiaramente scritto che “il mantenimento delle Officine di Chiasso è coerente con i notevoli investimenti decisi dalle FFS per rivalutare e potenziare l'importante funzione nazionale e internazionale della stazione di confine per il traffico passeggeri e per quello merci. Il fatto che recentemente FFS Cargo abbia deciso di riaprire in Ticino un ufficio vendita, con sede proprio a Chiasso, conferma che attorno all'infrastruttura ferrovia di confine vi è ancora un interessante potenziale di sviluppo, a maggior ragione se integrato nel concetto più globale di Centro di competenze in materia di trasporto e mobilità ferroviaria".
Stando ai deputati ad oggi si assiste alla cancellazione di numerosi posti di lavoro, in particolare nei settori di funzionari dirigenti, del servizio pulizia carrozze, del servizio di manovra, delle Officine, dei controllori veicoli, dei verificatori, del servizio alla clientela, ecc. A Chiasso, ricordano, "erano impiegati oltre 1'000 dipendenti assunti dalle FFS e che ad oggi si può stimare una presenza che non supera i 500".
"Calcolando lo sforzo e i sacrifici che Chiasso e il Mendrisiotto hanno dato a favore delle FFS (solo a Chiasso vi sono 110 chilometri di binari!) risulta incomprensibile come negli anni l’ex regia federale abbia potuto e voluto dismettere in modo così drastico alcuni servizi presenti nella Stazione Internazionale di Chiasso" concludono i 13 deputati. "Negli ultimi mesi è poi stato annunciato in pompa magna dal CEO Andreas Meyer che a Chiasso verranno investiti 200 milioni di franchi a favore della stazione. Ma in verità, parlare di investimento sembra ancora una volta illusorio dal momento in cui questi soldi servirebbero per sistemare stabili ormai prossimi allo sfascio e a creare le infrastrutture necessarie per spostare e cancellare ulteriori posti di lavoro da Chiasso!"
Alla luce di quanto esposto, i deputati chiedono al Consiglio di Stato una radiografia dei posti di lavoro FFS a Chiasso e nel Mendrisiotto a partire dal 1990 ad oggi; se dovesse essere confermata l'emoraggia, cosa intende fare e cosa può fare il Governo a salvaguardia degli ultimi posti di lavoro nella città di confine; e se corrisponde al vero che una parte dei 200 milioni serviranno a far sì che vi saranno ulteriori cancellazioni di posti di lavoro a Chiasso.
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