Il Presidio
"Basta morti sul lavoro"
2 mesi fa
A Bellinzona è in corso il presidio organizzato da Unia sulla sicurezza nei cantieri. Presenti sindacalisti, politici e operai.

Circa 60 persone si sono riunite oggi in Via Ghiringhelli a Bellinzona per aderire al presidio organizzato da Unia sul tema della sicurezza nei cantieri. Sindacalisti, politici e operai. La manifestazione si è svolta proprio davanti al cantiere dove due settimane fa era avvenuto l’incidente che aveva provocato il decesso di un operaio 44enne e il ferimento di un suo collega, sul quale è stata aperta un'inchiesta. Il cantiere è tutt'ora chiuso.

Gli slogan

È stato affisso uno striscione con la scritta “Basta morti sul lavoro”, proprio accanto ai fiori posati in ricordo della vittima. Una vita spezzata, l'ultima di tante, per la quale, ha detto il sindacalista Dario Cadenazzi, responsabile del settore edilizia, durante il suo intervento "non si può parlare di fatalità. Sono le logiche del profitto a causare fretta e insicurezza sui cantieri, a far speculare sui materiali, sulle norme", invitando tutti, ditte, imprese di costruzione ma anche committenti a riflettere sulle condizioni del mercato del lavoro odierno.

Le rivendicazioni

Proprio per questo, anche in materia di sicurezza sui cantieri “serve una reale e concreta presa di responsabilità da parte di tutti gli attori protagonisti del settore edile: imprese in primis, ma anche progettisti, committenti e organi di controllo”. È questo il messaggio con cui il sindacato Unia Ticino ha voluto lanciare la manifestazione di oggi.

La risoluzione

I presenti hanno anche presentato una risoluzione con la quale chiedono maggiore sensibilità sul tema della salute e della sicurezza, che le associazioni padronali si assumano le proprie responsabilità, e che direzione lavori e studi di progettazione pongano al primo posto le condizioni di lavoro. Non solo: si chiede anche che gli organi di controllo utilizzino tutti gli strumenti legali e contrattuali a disposizione in modo fermo e deciso, "perché la fatalità non esiste, ma le chiare responsabilità sì". Inoltre, la magistratura e le forze di polizia dovrebbero intervenire in maniera rapida ed efficiente, perché dietro a un incidente ci sono famiglie e comunità che attendono giustizia". Infine, l'ultimo punto della risoluzione domanda alle organizzazioni sindacali di farsi promotrici di campagne, ponendo il tema della tutela della salute e della sicurezza quali priorità.

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