
Il Municipio di Bellinzona ha licenziato all’attenzione del Consiglio comunale il messaggio municipale che chiede l’introduzione di un articolo generale relativo alle immissioni immateriali moleste e uno, specifico, sulle antenne di telefonia mobile nelle Norme di attuazione del Piano regolatore.
Dopo aver ricevuto dal Dipartimento del territorio (DT) il risultato dell’esame preliminare lo scorso 23 febbraio 2015 e aver informato la popolazione ai sensi della Legge cantonale sullo sviluppo territoriale (Lst) con pubblicazione dal 16 aprile al 15 maggio 2015, il Municipio ha elaborato la versione finale delle suddette modifiche delle Norme di attuazione del Piano regolatore.
Anche il Comune di Bellinzona si è dovuto confrontare con questioni connesse all’esercizio della prostituzione in aree con destinazione residenziale, sempre più spesso anche in appartamenti privati.
Le immissioni moleste, spiega il Municipio, possono essere di natura materiale (rumore, vibrazioni, esalazioni), ma anche di tipo immateriale che scaturiscono da attività sconvenienti, in quanto atte a urtare la sensibilità degli abitanti del luogo e ad impoverire la qualità di vita. Queste immissioni possono disturbare i vicini direttamente, come pure avere effetti indiretti, quali ad esempio una maggiore difficoltà a locare appartamenti o l’allontanamento della clientela da negozi o commerci. Di natura immateriale sono, appunto, ad esempio, considerate le immissioni derivanti dall’esercizio della prostituzione.
Con il nuovo articolo 19bis il Municipio di Bellinzona intende quindi codificare anche nel Piano regolatore il concetto di molestia immateriale, al fine di meglio proteggere da tali immissioni le zone residenziali, quelle miste all’interno delle quali sono consentiti dei contenuti abitativi e quelle sensibili (ove sono presenti scuole, istituti di cura, case per anziani, luoghi di culto, ecc...), considerata l’evidente incompatibilità tra l’esercizio della prostituzione e i contenuti abitativi e sensibili definiti nel Piano regolatore.
Per quanto riguarda la problematica specifica delle antenne di telefonia mobile, seguito da anni con preoccupazione dal Comune, che però si è sempre confrontato con una legislazione superiore di carattere esclusivo, il Municipio – come suggerito dal Dipartimento del territorio nel suo esame preliminare – ha provveduto a scorporare il tema in un nuovo articolo 19ter che ha recepito la regolamentazione "a cascata" prevista dal nuovo Regolamento cantonale della Legge sullo sviluppo territoriale (RLst), attualmente oggetto di ricorso al Tribunale federale da parte delle compagnie di telefonia mobile. Il Municipio ritiene di percorrere la via tracciata dal Cantone già solo per l’eventuale caso in cui quel ricorso fosse respinto, oppure accolto ma solamente in ordine senza entrare nel merito, prima dell’approvazione della nuova norma da parte del Consiglio comunale.
La procedura prevede ora che il messaggio passi alle preposte Commissioni del Consiglio comunale, il quale è chiamato ad approvare le norme proposte, poi ancora da sottoporre al Consiglio di Stato per l’adozione definitiva.
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