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Ticino
"Basta lungaggini parlamentari"
"Basta lungaggini parlamentari"
"Basta lungaggini parlamentari"
Redazione
7 anni fa
Lega e UDC lanciano un iniziativa in Gran Consiglio volta a ridurre i tempi delle decisioni del parlamento

Passare da due anni di limite massimo per le decisioni un anno, se non per casi particolarmente complessi. E se il parlamento non decide, il messaggio vale come rapporto e passa direttamente al plenum. Questi i punti essenziali della proposta di modifica della Legge sul Gran Consiglio presentata da Lega dei Ticinesi e UDC nella giornata odierna, dal titolo "Basta lungaggini parlamentari: Il Gran Consiglio non deve essere il freno alle riforme che servono al Paese". Si prevede anche una modifica sull'operato delle commissioni: se una commissione presenta il suo rapporto in ritardo, il Gran Consiglio può decidere se accettarlo o meno e fissare un termine ultimo imperativo. Per fare questo, andrebbero modificati gli articoli 37 e 57 della Legge sul Gran Consiglio.

L'iniziativa, che porta le firme di Boris Bignasca (Lega dei Ticinesi), Amanda Rückert (Lega dei Ticinesi), Tiziano Galeazzi (UDC) e Paolo Pamini (UDC), mira dunque a "ridurre le lungaggini parlamentari". L'attuale Legge sul Gran Consiglio, si legge nella presentazione dell'iniziativa, è già stata pensata per disciplinare e velocizzare l'operato del parlamento ticinese, ma non farebbe abbastanza e "troppo spesso capita (...) che dossier importanti rimangono fermi in parlamento per molti mesi, se non addirittura per anni. Le domande di approfondimento diventano tattiche parlamentari tese al rimandare l’entrata in vigore di certe decisioni. Questo atteggiamento da parte del parlamento non è sostenibile, soprattutto alla luce del mondo moderno, che obbligherebbe la politica a decidere in termini ragionevoli."

Questo non vuol dire si legge ancora "che il parlamento sia obbligato ad approvare qualsiasi riforma o qualsiasi credito promosso dall’esecutivo (...) ma ciò deve avvenire entro un limite di tempo ragionevole. Esiste poi il sacrosanto diritto di referendum, che può essere esercitato in qualsiasi caso."

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