
Dopo "lo spettacolare dietrofront" dell'UDC, Marco Chiesa prende posizione sulla gestione dell'organico delle Guardie di Confine, tirando in causa una missione all'estero gestita dalla Confederazione.
Il consigliere nazionale democentrista presenterà una mozione volta a richiamare il contingente Swisscoy in Kosovo, attribuendolo alle differenti regioni di competenza delle Guardie di confine. "Il Consiglio federale è incaricato di mettere termine alla missione Swisscoy in Kosovo - scrive Chiesa - e di attribuire gli effettivi alle differenti regioni di competenza delle Guardie di Confine con lo scopo di coadiuvarle dando supporto pratico in tutti gli ambi logistici necessari."
Nell'estate del 2014 le Camere federali avevano approvato la continuazione dell'impiego della missione in Kosovo fino alla fine del 2017. Come spiega Chiesa, entro l'inizio di dicembre 2016 il Consiglio federale deciderà il da farsi e, in caso di volontà di proseguimento dell'impiego, sottoporrà alle Camere un relativo messaggio che possa essere trattato nella sessione primaverile ed estiva del 2017. Nel caso in cui si decidesse di terminare l'impiego non sarebbe più necessario elaborare un messaggio.
"Auspicando la fine della missione Swisscoy in Kosovo, che comporta attualmente un impegno finanziario di circa 44 milioni di franchi all’anno, gli effettivi, circa 200 persone, oggi dislocati fuori dalla Svizzera potrebbero essere impiegati per coadiuvare il lavoro delle guardie di confine". Chiesa sostiene che "in una situazione particolarmente tesa, come quella vissuta negli ultimi mesi, vedi anni, in particolar modo al confine sud della Svizzera, dei professionisti attivi nel contingente Swisscoy potrebbero assicurare un sostegno logistico concreto al corpo delle guardie di confine, specialista nel complesso ambito doganale, migratorio e di lotta alla criminalità transfrontaliera."
Una soluzione che secondo il parlamentare ticinese "permetterebbe inoltre di non gravare ulteriormente i costi della Confederazione garantendo tuttavia un servizio competente e professionale alla popolazione svizzera. Al di là del Canton Ticino, dove si è palesata un’esigenza oltremodo acuta, il contingente permetterebbe di assicurare tutto l’apparato logistico che ruota attorno all’attività delle Guardie di Confine senza continuamente dover erodere gli effettivi delle altre regioni per dare supporto alle Guardie ticinesi o di altri Cantoni, provocando in tal modo costi di spostamento supplementari e indebolendo le Regioni che inviano i rinforzi."
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