
"E se la smettessimo con i tappeti rossi?". È questo il titolo della mozione scaturita da un'allenza perlomeno anomala, tra il democentrista Marco Chiesa, il verde Sergio Savoia ed il socialista Saverio Lurati. "Cancelliamo la pagina internet"I tre granconsiglieri, con la loro mozione, chiedono di porre fine alle facilitazioni burocratiche concesse ai cosiddetti "padroncini". E come farlo? Eliminando i progressi tecnologici. Leggasi, cancellando l'apposita pagina internet che permette di notificare le attività lucrative e che fornisce istruzioni per la procedura di registrazione nella sezione dell’ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro. "Italianizziamo la nostra burocrazia"Chiesa, Savoia e Lurati chiedono che, al fine dell’espletamento della procedura della notifica, debba essere fatto obbligo di presentazione personale presso un preposto ufficio cantonale ubicato a Bellinzona. Insomma, troppo facile aprire una pagina internet, inserire due dati e venire in Svizzera a lavorare. I tre deputati vogliono che i padroncini italiani, prima di poter eseguire lavori da noi, debbano presentarsi personalmente in un ufficio da creare a Bellinzona. Un disincentivo non da poco, visto il maggior tempo richiesto dall'operazione."Questo in attesa della reciprocità"Una misura che in un certo senso sarebbe un ritorno al passato, una rinuncia ai progressi regalati dalla tecnologia, ma che secondo i tre mozionanti è diventata indispensabile, "perlomeno finché non vi sia una totale e completa reciprocità in Lombardia e Piemonte". Gli artigiani ticinesi, infatti, sono penalizzati dalla burocrazia italiana e dall'assenza di reciprocità nell'applicazione degli accordi bilaterali.Milioni sottratti all'economia localeSe i ticinesi sono penalizzati, penalizziamo pure gli italiani, concludono i tre deputati, che forniscono fior fior di dati a sostegno della necessità di una tale misura. "È di quest’oggi il grido d’allarme pubblico lanciato dall’Associazione Svizzera delle Piastrelle – Sezione Ticino, la quale stima che nel 2012 i lavoratori dall’estero abbiano “sottratto” circa Fr. 15 milioni all’economia locale, ossia grossomodo 120 posti di lavoro." "I politici, a parole, sono dalla nostra parte"Chiesa, Savoia e Lurati sono fiduciosi che la loro proposta possa venire accettata. Infatti, a loro dire, il terreno politico, su questo tema, sarebbe molto fertile. "Fortunatamente i politici sono da tempo sensibili su questo tema. Anzi, non si contano le dichiarazioni di colleghi politici in cui si stigmatizza la semplicità con cui concorrenti agguerriti possono notificarsi sul nostro territorio, in completa assenza di reciprocità rispetto a quanto i nostri artigiani possono fare per lavorare in Lombardia o Piemonte." Dopo le dichiarazioni, quindi, è tempo di passare all'opera. Un'opera minore, forse, ma pur sempre un inizio.
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