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Basta iniziative irrealizzabili? "Bello, ma..."
Basta iniziative irrealizzabili? "Bello, ma..."
Basta iniziative irrealizzabili? "Bello, ma..."
Redazione
10 anni fa
Il Governo boccia l'introduzione di una verifica preventiva delle iniziative popolari prima della raccolta firme

L’iniziativa parlamentare presentata la scorsa primavera da Natalia Ferrara e Nicola Pini che chiedevano, modificando la modifica della Legge sull’esercizio dei diritti politici (LEDP), l'introduzione di una verifica preventiva della ricevibilità delle iniziative popolari, non convince il Consiglio di stato.

La proposta dei deputati prospettava una pronuncia dello Stato sulla ricevibilità delle iniziative prima di permetterne la raccolta firme. Un tema che torna ciclicamente di attualità quando il Parlamento è chiamato ad esprimersi sulla ricevibilità di un’iniziativa popolare controversa. Una questione peraltro spesso condivisa anche a livello federale, dove si sta discutendo su un’ipotesi di modificazione dell’impostazione vigente in materia di ricevibilità. Le attuali disposizioni stabiliscono infatti che l’esame di ricevibilità è svolto dopo il deposito del numero sufficiente di firme.

Con un messaggio pubblicato in questi giorni, il Governo riconosce" che un esame preliminare della ricevibilità di un’iniziativa popolare possa consentire di evitare al comitato promotore l’avvio di una procedura impegnativa di raccolta delle firme. L’esame preliminare permetterebbe di bloccare prima della raccolta delle firme le iniziative popolari in contrasto con il diritto superiore, che non rispettano il principio dell’unità della forma e della materia o che non siano attuabili. Un fattore positivo secondo l'esecutivo cantonale, come anche il fatto che un esame svolto prima della raccolta delle firme consente la presa di una decisione non influenzata dal numero di sottoscrizioni.

A far però pendere l'ago della bilancia verso il no, sono altri risvolti negativi dell’ipotesi di un esame anticipato della ricevibilità. Chiunque potrebbe infatti chiedere l’esame di una qualsiasi proposta e nei casi controversi vi potrebbe essere il rischio che i promotori sottopongano all’autorità di esame più versioni di testi che possono estendersi dalle proposte più radicali o rigide a quelle meno incisive, con l’obiettivo finale di sottoporre alla raccolta delle firme il testo che si avvicina maggiormente al limite della ricevibilità. Compiti giudicati eccessivi dal Governo, che non vuole fungere da consulente dei promotori di un’iniziativa popolare.

In Ticino "le discussioni sulla ricevibilità di iniziative popolari riguardano una parte minoritaria di queste. Inoltre, generalmente i promotori di iniziative controverse sono consapevoli di formulare una proposta che potrebbe comportare problemi di ricevibilità e si assumono pertanto questo rischio." Da non dimenticare inoltre che la decisione di ricevibilità del Gran Consiglio non mette le iniziative popolari al riparo da un annullamento dall'assemblea federale.

Il Governo risponde infine chiarendo la situazione sull'esempio portato da Ferrara e Pini, relativo a "Prima i nostri!": "L’iniziativa popolare “Prima i nostri!”, che deve ancora esseresottoposta all’Assemblea federale per l’ottenimento della garanzia federale, è stata dichiarata dal Gran Consiglio ricevibile dopo aver preso atto di un parere giuridico. Il parere sottolinea che l’iniziativa – seppur ricevibile – deve tenere conto delle competenze cantonali e dei limiti del diritto nazionale e internazionale superiore; ciò – secondo il medesimo parere – riduce di molto la portata pratica della proposta e la sua reale possibilità di concretizzazione, che è assai limitata."

Esempi sul piano federale mostrano come un’iniziativa ricevibile possa comunque trovare difficoltà di attuazione e che le modalità di attuazione non necessariamente potranno corrispondere a quelleauspicate o perseguite dai promotori. "Siamo pertanto convinti - chiosa il Consiglio di stato - che un esame preliminare non possa portare un miglioramento effettivo della procedura di esame della ricevibilità. Anche dal profilo dell’impostazione dei diritti politici reputiamo inopportuna la proposta."

Spetta dunque ai cittadini "proporre un testo che adempie i requisiti fissati nella Costituzione".  Per il Governo, la decisione diricevibilità deve quindi continuare ad essere pronunciata dal Gran Consiglio. I deputati sono quindi invitati a respingere l’atto parlamentare.

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