
Un'iniziativa parlamentare elaborata, sostenuta da diverse personalità politiche, chiede di favorire il prodotto locale nelle manifestazioni e negli eventi finanziati dall'ente pubblico. Passi avanti si erano già fatti l'anno scorso, quando il deputato Alessandro Corti aveva depositato tre iniziative e una mozione atte proprio a facilitare il consumo del chilometro zero nella refezione pubblica. Un messaggio a cui il Consiglio di Stato si era dichiarato favorevole. Ora il disegno di legge si vuole allargare agli eventi. Proposta presentata dai deputati in Gran Consiglio Michele Guerra, Omar Balli e Sem Genini, che ci spiega l’importanza che questa iniziativa ha per loro. «Ormai da anni, sia la nostra associazione sia quelle vicine al territorio abbiamo notato che durante molti eventi non ci sono prodotti locali». Il problema principale, prosegue Genini, riguarda la viticoltura e lo smercio del vino. «Riteniamo che in questi eventi, importanti per il territorio, non si trovano prodotti ticinesi. E con questa iniziativa vorremmo evitare proprio questo scenario».
I vantaggi del prodotto locale
Molti i vantaggi, afferma sempre Genini, dell'utilizzo del prodotto locale. Fra questi «la vicinanza al territorio, la qualità dei prodotti dovuta a delle leggi svizzere e ticinesi molto rigorose che ci permettono di avere prodotti di alta qualità». Un fattore molto importante per il granconsigliere, «che sostiene anche le famiglie agricole del nostro territorio». Ma c’è anche la questione ambientale ed economica. «Ci sono minori costi di trasporto, inoltre si dà visibilità al nostro territorio».
Iniziativa cofirmata sia da destra che da sinistra
Un'iniziativa che conta cofirmatari di diversi partiti, sia da sinistra che da destra. Nei contenuti un punto centrale è l'esemplarità del Cantone nei confronti dei Comuni. «Quello che chiediamo nella nostra iniziativa, anche a livello comunale, è una maggiore sensibilizzazione. Ce ne sono parecchi già virtuosi, ma per noi è importante che anche le associazioni legate al territorio facciano questo passo a livello proprio di Comuni».
Le modifiche richieste
Si chiede dunque la modifica della legge sull'agricoltura e della legge sui sussidi cantonali. Un ostacolo, invece, è rappresentato dal diritto superiore, ma Genini è fiducioso. «Adesso la palla passa al Consiglio di Stato che dovrà vedere se accettarla. Bisogna capire se possono verificarsi dei problemi, legati appunto al diritto superiore, come il contrasto con certe leggi. Dal nostro punto di vista ciò non dovrebbe succedere».

