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"Basta con lo smantellamento dell’Ospedale di Faido"
"Basta con lo smantellamento dell’Ospedale di Faido"
"Basta con lo smantellamento dell’Ospedale di Faido"
Redazione
9 anni fa
A lanciare l'allarme l'Associazione per gli ospedali di valle, preoccupata "di quel poco che resta" al nosocomio

L'assemblea dell'Associazione per gli ospedali di valle, riunitasi a Biasca lo scorso 19 ottobre, esprime preoccupazione per il "progressivo smantellamento, sempre più palesemente in atto, di quel (poco) che resta dell'Ospedale di Faido, ormai declassato a “clinica di riabilitazione”". Segni di stampo diverso, evidenzia l'associazione, arrivano invece dalla Valle di Blenio, "dove si sta sviluppando un progetto di Polo sanitario, attorno all’Ospedale di Acquarossa e alla Casa per anziani La Quercia".

Secondo l'associazione, la prima conseguenza del declassamento in atto a Faido "è l’eliminazione di quindici posti letto del reparto di medicina, intervenuta in queste settimane. Con i restanti quindici posti (nel migliore dei casi) l’ospedale non potrà più rispondere ai bisogni della popolazione. Alle richieste dei medici che operano in Leventina di ricoverarvi i pazienti che richiedono cure stazionarie, vien infatti risposto sempre più spesso di mandarli a Bellinzona o altrove. In quanto alla "clinica di riabilitazione" sembra - stando a notizie affidabili riportate da vari pazienti - che l'Ente preposto alla gestione dei diversi nosocomi del Cantone, in particolare tramite l'ospedale di Bellinzona, sia impegnato a boicottare la stessa "clinica", dirottando su Novaggio tutti i possibili pazienti".

"Se così fosse (ma i dubbi al riguardo sono scarsi)" sottolinea l'associazione, "si tratterebbe chiaramente di una manovra volta a svuotare di contenuto l'ospedale di Faido medesimo, prima che possa essere messa in votazione l'iniziativa popolare "Per cure mediche e ospedaliere di prossimità"". Iniziativa promossa la scorsa primavera dalla stessa associazione, che chiede che un ospedale come quello di Faido debba assicurare cure stazionarie acute (pacchetto base di medicina interna).

L'Associazione per gli ospedali di valle chiede quindi che queste misure vengano congelate per permettere ai cittadini e alle cittadine di esprimersi in merito all'iniziativa, e non "quando i buoi saranno già usciti dalla stalla" e si potrà più facilmente combattere l’iniziativa con l’argomento che oramai, nelle valli non c’è più niente da salvare".

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