
L’incontro di solidarietà verso Arturo Mellace, tenuto ieri sera davanti alla sede dell’OCST di Bellinzona dal comitato di sostegno e una delegazione di iscritti all’OCST, è stato un momento di contestazione contro i vertici del sindacato, "ma anche di denuncia contro i tanti licenziamenti striscianti che da tempo stanno colpendo indiscriminatamente lavoratori e lavoratrici anziani, nell’indifferenza degli ambienti sindacali e politici".
"Troppi lavoratori e lavoratrici dopo essere stati sfruttati e, spesso, privati dei loro più elementari diritti vengono cinicamente licenziati da dirigenti e datori di lavoro privi di scrupoli e di senso di responsabilità - si legge in un anota del Comitato di sostegno al sindacalista Arturo Mellace - Si tratta di lavoratori che hanno dato una vita di lavoro che poi finiscono per essere emarginati (scaricati) nel limbo del precariato, dell’assistenza e della povertà per colpa di datori e dirigenti che si dimostrano privi di valori morali e di senso di responsabilità".
Per il Comitati, "il fatto che il fenomeno sia sconfinato negli ambienti sindacali non può lasciare indifferenti poiché configura una deriva intollerabile per tutti i lavoratori e le lavoratrici". Il licenziamento di Arturo Mellace da parte della dirigenza OCST "ha dunque dato la stura a una spontanea reazione di protesta che s’imponeva, non solo per ragioni di solidarietà verso il sindacalista, ma soprattutto per questioni di etica e moralità che ridia dignità al mondo del lavoro".
"Si rammenta che il sindacalista e stato licenziato dopo 22 anni di servizio, peraltro rifiutandogli l’assistenza legale di cui ha diritto come affiliato del sindacato e senza che gli siano state fornite le motivazioni scritte del licenziamento dovute per legge". Per tali ragioni è stata riconfermata la richiesta di ritiro del suo licenziamento sottoscritta da oltre duecento iscritti, "che non vogliono essere considerati alla stregua di semplici contribuenti del sindacato".
Diversamente l’azione di protesta e di sensibilizzazione continuerà attraverso un dibattito aperto nei luoghi di lavoro e con una manifestazione di dissenso che sarà organizzata prossimamente (fuori dai giorni lavorativi) davanti al Segretariato OCST di Lugano.
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