
Sabato pomeriggio in piazza Colleggiata a Bellinzona non c’erano tante persone. In tutto erano un centinaio. I primi ad ammetterlo sono stati gli organizzatori. Ma il dato non ha scoraggiato i partecipanti. Anzi. “Bisogna andare avanti - hanno detto - affinché anche attraverso la piazza i cittadini facciano capire alla classe politica che così non va. Che quello delle casse malati è un furto legalizzato che non può essere più accettato”. Alla manifestazione organizzata dai Verdi hanno partecipato la Lega, il Partito Comunista, l’Ordine dei medici, qualche esponente UDC come Marco Chiesa. E c’era anche Ignazio Cassis, deputato Plr al Nazionale, ma a titolo personale. Il primo a prendere la parola è stato il coordinatore dei Verdi Sergio Savoia, che prima si è rivolto a chi oggi, contrariamente a un anno fa, in piazza non c’era. “Evidentemente a quelle forze politiche che oggi hanno deciso di non manifestare il sistema delle casse malati va bene così” ha detto Savoia. E poi l’attacco alle assicurazioni malattia e alla politica federale. “Ci sono troppi politici nelle ovattate stanze della Berna federale che sono al soldo delle assicurazioni malattia”. Il coordinatore dei Verdi ha quindi chiesto di spazzare via, anche attraverso una ribellione popolare, un sistema che oggi pesa troppo sulle spalle dei cittadini per fare spazio a una cassa malati unica, pubblica e nazionale. Richiesta raccolta anche dal socialista Franco Cavalli, oggi assente a Bellinzona, che ha comunque scritto un messaggio alla piazza a sostegno delle rivendicazioni della manifestazione.
Assente giustificato Gliuliano Bignasca. Ma il presidente della Lega ha affidato al deputato Michele Guerra il compito di leggere il suo messaggio. Un intervento nel quale è stata anche lanciata una possibile futura iniziativa. “Sono anni che diciamo che c’è bisogno di una cassa malati pubblica. Ora vediamo come si muoverà la politica federale. Siamo già pronti a lanciare un’iniziativa costituzionale affinché la Confederazione si assuma il pagamento dei premi dell’assicurazione di base per i redditi fino a 120'000 franchi. E che non ci vengano a dire che i soldi non ci sono perché le casse sono piene”. IC
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