
Il Movimento per il Socialismo chiede di stralciare gli articoli che consentono la pratica dei ballottaggi per la carica di sindaco. “Riteniamo che, sempre nell’attuale struttura istituzionale dei comuni, il voto espresso dai cittadini e dalle cittadine sia più che sufficiente (e abbia tutta la legittimità democratica) per stabilire chi debba assumere la carica di sindaco”, spiegano nell’iniziativa parlamentare elaborata. Ciò significa che “i risultati per l’elezione del Municipio sono più che sufficienti per decidere, sulla base del miglior risultato, quale dovrà essere il Municipale che assumerà anche la carica di sindaco”.
Motivo scatenante di questa iniziativa è stata sicuramente la tornata elettorale appena passata. “Mai come questa volta è assistito ad avvilenti spettacoli di dibattiti tra gli aspiranti sindaci che hanno scelto la via del ballottaggio”, asseriscono. Secondo il Movimento “i dibattiti organizzati hanno messo in luce l’assoluta concordanza delle risposte dei candidati e delle candidate confrontati con le questioni politiche di fondo”. Spesso – sottolinea l’Mps – “al limite dell’imbarazzante, i candidati e le candidati, hanno addirittura utilizzato le stesse parole per esprimersi sui temi principali sottoposti alla loro attenzione”.
In realtà nei ballottaggi – prosegue il Movimento – “la posta in gioco è altra, mai apertamente confessata”. Si tratta di quel vantaggio competitivo in termini elettorali (soprattutto per l’elezione successiva) che la carica di sindaco comporta: in termini di visibilità mediatica, di presenza agli occhi dei cittadini e delle cittadine, di possibilità di contatto con la popolazione, di iniziativa politica verso i cittadini. In questa prospettiva, dunque “l’esercizio del ballottaggio ci sembra, nel quadro dell’attuale ordinamento istituzionale, un esercizio che poco o nulla a che vedere con una vera competizione democratica”.
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