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Ticino
«Basta clientelismo», la ricetta anti galoppini di Tuto Rossi
Red. Online
2 ore fa
Il deputato UDC punta il dito contro il voto di corrispondenza e deposita tre atti parlamentari: «Chi vuole informarsi ha tutto il tempo. Chi vuole fare incetta di schede, molto meno»

«Il caso Zali non è un incidente. È il sintomo di un sistema che non funziona. E il prossimo scandalo è già in coda». È quanto sostiene il deputato UDC Tuto Rossi, che oggi ha depositato tre atti parlamentari – un'iniziativa elaborata, una mozione e un'interpellanza – con l'obiettivo di intervenire su una pratica che considera particolarmente problematica: la raccolta delle schede di voto.

Gli scandali

Secondo Rossi, il caso Zali non è il primo scandalo a colpire le istituzioni ticinesi. Il deputato cita il caso Baudino, il caso Hospita e la vicenda dei tre giudici su cinque rimossi dal Tribunale penale cantonale. Scandali che, a suo giudizio, avrebbero un elemento comune: «Ogni volta la stessa sceneggiatura: lo stupore, l’indignazione di quindici giorni, la promessa che “non accadrà più”. E ogni volta accade di nuovo».

Rossi ritiene che queste crisi ricorrenti siano la conseguenza del malfunzionamento del sistema di governo, che definisce fondato sul clientelismo. Un sistema nel quale, secondo il deputato, i funzionari risponderebbero più alle logiche dei partiti che a quelle dell’interesse pubblico. «Chi risponde al partito e non ai cittadini che dovrebbe servire, alla lunga fa quello che vuole. È così che si crea l’humus di ogni scandalo, molto prima che scoppi», sostiene Rossi.

La proposta di Rossi

Rossi punta quindi il dito contro la raccolta delle schede elettorali a domicilio. La sua proposta prevede di mantenere l’invio anticipato del materiale informativo sulle candidature, facendo però arrivare la scheda elettorale soltanto una settimana prima della votazione. L’obiettivo è ridurre il periodo durante il quale, secondo Rossi, potrebbero verificarsi pressioni sugli elettori o forme di raccolta sistematica delle schede. «Chi vuole informarsi ha tutto il tempo. Chi vuole fare incetta di schede, molto meno», sostiene il deputato. Secondo Rossi, il Ticino dovrebbe adeguarsi alle pratiche adottate in altri Cantoni e intervenire sulle «storture concrete» del proprio sistema elettorale.