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Ticino
Basta ballerine non UE nei night ticinesi
Redazione
16 anni fa
Il Governo ha deciso di sopprimere il permesso L per le ballerine di cabaret che non fanno parte dell’area degli Accordi di Schengen

Il Consiglio di Stato ha soppresso l’attestato di lavoro (denominato permesso L) per le ballerine di cabaret provenienti da Paesi che non fanno parte dell’area degli Accordi di Schengen (i cosiddetti “Paesi terzi”).Ciò è in linea, fra l’altro, con quanto già deciso (e positivamente sperimentato) in merito da numerosi Cantoni (ZG, AR, SG, AI, TG, VS, VD e JU) e con quanto di analogo si sta esaminando in altri (FR, LU, GL, UR e ZH). Si ricorda che questo genere di permesso era stato introdotto decenni fa per permettere alle ballerine e spogliarelliste attive nei locali notturni d’esercitare la loro professione, derogando nella fattispecie dai normali contingenti di lavoro a disposizione del mondo economico.Oggi, in seguito agli accordi di libera circolazione delle persone e alla loro estensione, tale particolarità oggettivamente non si giustifica più.Inoltre, è bene rammentare - come indicano gli studi condotti sull’argomento - che questo tipo di attestato di lavoro è purtroppo utilizzato anche per mascherare l’attività accessoria e illegale (sovente anche principale) della prostituzione.La sua eliminazione rientra dunque a pieno titolo nell’azione del Ministero Pubblico, delle forze di Polizia e degli Uffici amministrativi dello Stato volta a contrastare ogni eventuale occasione di pressione che può essere esercitata su persone che svolgono questo genere di professione, coercizioni che talora possono giungere anche a togliere loro qualsiasi legittima libertà di scelta.Questa misura di stralcio del permesso L, conforme alla facoltà concessa dalle norme della Legge federale sugli stranieri, avrà effetto a partire dal 1. ottobre 2010, così da consentire in ogni caso agli esercizi pubblici di riorganizzare la loro attività. Si ritiene infatti che il principio della legalità deve prevalere sull’eventuale interesse economico particolare dei gestori di locali notturni, ritenuto comunque - come detto - che, nell’ambito dei flussi migratori, l’estensione della libera circolazione delle persone permette alle agenzie artistiche attive nel settore (e dunque ai locali notturni) di assumere delle cittadine provenienti dagli Stati dell’UE e dell’AELS. Queste persone, contrariamente a quelle provenienti da altri Stati, beneficiano di una mobilità geografica e professionale che permette loro di potersi meglio sottrarre ad eventuali pressioni nell’ambito dello sfruttamento della prostituzione. Alfine di prevenire il rischio di un accresciuto sfruttamento legato alla clandestinità e per combattere la prostituzione forzata, la Polizia cantonale, la Sezione della popolazione e la Divisione dell’economia sono incaricati inoltre di incrementare e coordinare le misure di controllo nella lotta al lavoro nero, in particolare quella legata appunto all’attività illegale della prostituzione.

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