
PLR contro PLR. Ma ora i presidenti distrettuali del Partitone dicono basta agli attacchi personali nei confronti della presidenza e della dirigenza. L'ultimo caso è quello del deputato Tullio Righinetti che ha criticato duramente la dirigenza del PLR e in particolare Giovanni Merlini.“L’accusa - si legge in una nota stampa inviata dai vari presidenti distrettuali - è quella di aver orchestrato una selezione poco democratica dei candidati alla nuova presidenza o di voler escludere la vecchia guardia dalla cariche politiche”. Gianluigi Della Santa, presidente del distretto di Bellinzona, Valentino Benicchio, presidente del distretto di Lugano, Omar Gianora, presidente del distretto di Blenio, Monica Sartori Lombardi, presidente del distretto di Leventina, Luca Trisconi, presidente del distretto di Riviera, Gian-Carlo Respini, presidente del distretto di Maggia, Daniele Haas, presidente del distretto di Locarno e Marco Tela, presidente del distretto di Mendrisio osservano innanzitutto che “il dibattito attorno alle idee liberali sia utile e propositivo per il Partito e che non va confuso con l’atteggiamento di alcuni suoi esponenti che hanno invece mire di protagonismo ancestrale”. Ma ora è giunto il momento che quei personaggi “che agiscono, parlano e operano con il solo fine di creare divisioni e spaccature all’interno del Partito si tolgano la maschera una volta per tutte”. I presidenti distrettuali dichiarano inoltre che la base del Partito non vuole una scissione, ma vuole voltar pagina e ricucire gli strappi. “Chi semina zizzania vada a farlo altrove: il PLR quale partito guida del Paese deve poter impegnare le proprie energie per il benessere della popolazione e non a sedare le polemiche attizzate ad arte da pochi individui che remano contro corrente”. Il 29 ottobre l’Ufficio presidenziale sottoporrà al comitato due candidature ritenute idonee alla successione di Giovanni Merlini. “Il dibattito sarà benvenuto – terminano i presidenti -, ma dovrà essere un dibattito onesto, senza fini divisori. E soprattutto sarà indispensabile che l’intero partito si riconosca nel nuovo presidente che sarà autorevole e legittimato unicamente se avrà alle sue spalle una compagine unita e occupata a risolvere gli assillanti problemi di cui soffre il Canton Ticino”.
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