
È stato ufficialmente costituito ieri a Chiasso il comitato a sostegno dell'aggregazione del Basso Mendrisiotto, progetto su cui verosimilmente gli abitanti di Chiasso, Balerna, Morbio Inferiore, Vacallo e Breggia saranno chiamati ad esprimersi nell'autunno 2026. In attesa di vedere i frutti del lavoro portato avanti dai sindaci della regione e dal Cantone - una bozza del rapporto è prevista fra qualche mese - il neocostituito comitato vuole essere un supporto per la popolazione, organizzando momenti informativi e interattivi per evidenziare le opportunità di un'unione delle forze. “Dal nostro punto di vista, l’aggregazione rappresenta l’unica via per i Comuni del Basso Mendrisiotto”, spiega a Ticinonews il consigliere comunale chiassese Amedeo Mapelli (Il Centro). “Se pensiamo alle infrastrutture sportive, culturali e ricreative, l’opportunità di stare insieme è quella di poter investire e di avere un peso politico più rilevante nei confronti del Cantone e della Confederazione”.
Il capitolo finanziario
Oltre alle opportunità, durante le attività organizzate dal comitato ci sarà modo anche di soffermarsi su incognite e perplessità che ruotano attorno al progetto. Su tutte, la diversa situazione finanziaria tra Chiasso e i Comuni limitrofi. Mapelli, membro della Commissione della Gestione, ha però un'opinione diversa. “Disponiamo di infrastrutture che costano e che servono l'intero Basso Mendrisiotto”, ricorda il membro del Legislativo. “È quindi anche scorretto che siano solo la Città di Chiasso e i suoi cittadini a sobbarcarsi determinati costi per dei servizi e delle infrastrutture di cui usufruiscono tutti i residenti della regione”.
La questione del nome
Costi delle infrastrutture, sinergie, peso politico, potenziale d'investimento. Alla fine, però, il cittadino vota spesso di pancia e, in questo senso, cruciali saranno il moltiplicatore d'imposta e il nome della nuova realtà. La domanda che in molti si pongono è come si dovrà chiamare l’eventuale nuovo Comune da circa 20'000 abitanti. “Credo che si andrà a un voto separato: si voterà sull’aggregazione e separatamente anche sul nome”, commenta Mapelli. “Immagino verranno proposte due o tre alternative. Alcuni nomi sono già circolati e secondo me Chiasso è un’opzione che rimane sul tavolo. Ieri non ci siamo chinati sulla questione del nome, che affronteremo più avanti ma, a mio parere, l’aggregazione deve proseguire in ogni caso”. E questo, nonostante il Centro, di cui Mapelli è capogruppo a Chiasso, in altri Comuni abbia una posizione diametralmente opposta. “Come partito dobbiamo avere anche il coraggio di incontrarci, di parlare e, inevitabilmente, di scontrarci. Sappiamo che ci sono sezioni del Centro non particolarmente favorevoli all’aggregazione, ma va bene così. È giusto che ci sia un dibattito e che si dica quali sono i punti di forza, ma non bisogna neppure sottacere sulle possibili difficoltà”, conclude Mapelli.

