
Si è giustificato dicendo di aver sbagliato, di essere stato ubriaco e di voler ripagare i danni, il 18enne arrestato nella notte tra sabato e domenica a Lugano per aver dato fuoco a una barca ormeggiata sul pontile della Rivetta Tell.
Ma ciò non basta a far sbollire la rabbia dei proprietari dell'imbarcazione, la famiglia che gestisce il Grotto Teresa a Lugano.
"Questa non è una ragazzata, ma è delinquenza, assenza di testa" ha dichiarato il figlio dei proprietari al Corriere del Ticino. "Eravamo usciti con un'altra barca per vedere i fuochi, siamo tornati e la nostra 'Gandria' bianca e rossa non c'era più. La stavano spegnendo i Pompieri di Lugano. Com'è possibile? Una volta si andava in giro con i carrelli della spesa, oggi si incendiano le cose..."
Il figlio dei proprietari ringrazia l'impiegato del noleggio che è riuscito a fermare il 18enne. Ma lui, sempre sul CdT, relativizza: "Ho fatto una cosa normale" ha raccontato l'eroe di giornata. "La polizia è arrivata subito e il responsabile non ha opposto resistenza. Anche a me ha detto che era ubriaco, che non si è reso conto di quanto stava facendo. Su quel pontile, comunque, non è raro vedere giovani che la sera si riuniscono a bere."
Uno di loro è ora dietro le sbarre, al centro dell'inchiesta condotta dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli, che dovrà pure appurare se il giovane ha agito da solo oppure con altri amici.
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