
Sono emersi maggiori dettagli, nella giornata di ieri, sull'imbarcazione trovata affondata e senza targhe nel Lago Maggiore, a pochi metri dalla riva del paese italiano di Tronzano.
Una barca che, secondo quanto raccontato da un pescatore del Gambarogno, sarebbe stata vista fuggire senza luci poco dopo il tentato colpo alla Posta di Vira, lunedì mattina prima dell'alba.
Invece no, il pescatore ha visto giusto, ma ha sbagliato rapina. Gli inquirenti della Polizia cantonale, che sono in stretto contatto con i carabinieri, hanno riferito al Giornale del Popolo che quella barca sfrecciata nel buio senza luci è da collegare ad un altro tentativo di rapina avvenuto nella notte tra domenica e lunedì, quello ai danni della gioielleria Tettamanti di Ascona.
I ladri della posta di Vira Gambarogno, respinti da un'inferriata che ha resistito al tentativo di farla esplodere, si sono invece probabilmente dileguati con un'automobile.
Quello della fuga in barca resta in ogni caso un episodio assai anomalo. È dagli anni Settanta, ossia dalla fine dell'epoca dei contrabbandieri, che non si verificavano più casi di fuga via acqua sul Lago Maggiore. Ai tempi alla dogana di Brissago/Piaggio Valmara era in funzione un potente faro che illuminava il lago in cerca di malintenzionati. Un impianto che oggi non è più in servizio.
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