
32 mesi di detenzione da scontare.
È la pena chiesta, oggi alle Assise criminali di Lugano, dalla procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti nei confronti dell'imputato Vittorio Barbone.
L'amministratore unico della Chit SA, come previsto, non si è presentato in aula ed ha inviato un certificato medico di malattia quale giustificazione.
Un certificato che parla di una grave malattia alla gola, che impedirebbe a Barbone di parlare.
Non vi è quindi stato dibattimento, stamattina in aula, e il processo si tiene in contumacia.
La procuratrice pubblica, dopo aver rievocato i fatti, è passata subito alla richiesta di pena. 32 mesi da scontare, come detto, per amministrazione infedele aggravata e cattiva gestione, in alternativa bancarotta fraudolenta.
Barbone è accusato di essersi appropriato di circa 1'120'000 franchi.
La parola è poi passata alla legale di Barbone, avvocato Maria Galliani.
Galliani ha sottolineato che, proprio a causa di questa malattia alla gola di Barbone, ha potuto parlare solo una volta con lui, tre anni fa. "La mia è una difesa azzoppata per la mancanza di contatto con il mio assistito" ha detto la legale.
L'avvocato Galliani, nella sua arringa, ha contestato le cifre addebitate al suo assistito dall'accusa ed ha infine chiesto una pena massima di 2 anni, sospesa con la condizionale.
La sentenza del giudice Mauro Ermani dovrebbe giungere ancora oggi, attorno alle 14.30.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

