
Omicidio intenzionale e tentato omicidio intenzionale. Per il killer di Losone l’ora della verità è arrivata. Questi i principali reati che figurano sull’atto d’accusa firmato lo scorso 14 agosto dal procuratore pubblico Moreno Capella nei confronti di Antonio Barbieri. Il 46enne italiano accusato dell’omicidio di Ersan Ozcan e del ferimento grave di suo fratello Ayhan verrà giudicato da una corte delle assise criminali di Locarno entro metà ottobre. Quel giorno Barbieri sarà seduto da solo sul banco degli imputati. Il magistrato ha infatti deciso di procedere separatamente con Ernesto Spataro. Il 40enne proprietario del capannone di Sementina dove la notte dello scorso 19 agosto Barbieri si rifugiò dopo l'omicidio durante la sua breve latitanza. E nel cui appartamento gli inquirenti trovarono in agosto 35 chili di marijuana, 2 chili di hashich, alcuni grammi di cocaina e 350mila franchi tra euro e franchi. Oltre al piccolo arsenale rinvenuto nella sua abitazione di Gerra Piano. Anche Barbieri dovrà rispondere di infrazione alle legge federale sugli stupefacenti e sulle armi. Ma nulla a che vedere con la droga e con l’arsenale di Spataro. Il 46enne pregiudicato, difeso dall’avvocato Ignazio Clemente, ha sempre negato la volontà di uccidere. Barbieri ha sempre sostenuto che quella notte in via san lorenzo avrebbe dapprima litigato violentemente con Ayhan Ozcan. Il fratello della vittima gli avrebbe stretto talmente forte i polsi da provocare lo sparo che lo fece finire all’ospedale. Poi, liberandosi dalla presa, Barbieri avrebbe accidentalmente esploso il proiettile che colpì a morte Ersan. Una ricostruzione che non ha però convinto il Procuratore pubblico. Determinante, per il magistrato, le conclusioni della perizia allestita dagli esperti dell’Università di Milano. Esperti che verrano sentiti in aula. Pri
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