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Baranzini accusa l'Italia: "Più facile salvare una banca"
Baranzini accusa l'Italia: "Più facile salvare una banca"
Baranzini accusa l'Italia: "Più facile salvare una banca"
Redazione
9 anni fa
Il professore dell'USI accorre in soccorso dei 34 dipendenti residenti in Svizzera licenziati dalla NLM

I trentaquattro dipendenti della Navigazione Lago Maggiore (NLM) residenti in Svizzera, in sciopero da ieri a seguito del loro licenziamento, incassano oggi il sostegno di un personaggio di rilievo, il professore dell'USI Mauro Baranzini, il quale in un editoriale pubblicato sul Giornale del Popolo accusa l'Italia di adottare "due pesi e due misure".

"Fa specie sapere che i Governi italiani abbiano chiesto alle nostre Ferrovie federali 120 milioni per costruire il tunnel Monte Olimpino 2, e hanno continuato a chiedere fior di milioni per le linee ferroviarie che dal nostro confine vanno verso Milano" scrive il professore di economia politica sul GdP. "Eppure non hanno dimostrato altrettanta attenzione quando hanno licenziato 34 dipendenti dei battelli del Lago Maggiore che hanno sempre svolto con coscienza e con puntualità il loro servizio."

Baranzini sottolinea che i licenziamenti sono avvenuti "negli stessi giorni in cui il Governo italiano ha scucito 17 miliardi di euro, dei quali 5 versati immediatamente, per salvare due banche venete che ballavano nel manico da tanto tempo."

E infine, invitando le nostre autorità "ad esercitare in questa fattispecie tutta la loro influenza", rileva che "se da parte svizzera si cerca sempre di seguire le regole canoniche internazionali nei riguardi dei nostri vicini, questa volta le autorità italiane confermano il sospetto secondo il quale sovente sia molto più facile e popolare salvare una banca piuttosto che preservare il posto di lavoro a persone che certo non guadagnano lo stipendio dei bancari veneti a cui invece si è salvata la pelle."

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