
Non sono piaciute a Giacomo Sciaroni, gerente del Caffè Fiscalini, il bar di Giumaglio che ha chiuso ieri, le affermazioni del sindaco di Maggia, Aron Piezzi, che si è detto esterrefatto per la chiusura dello storico locale. "Il sindaco non può dirsi sorpreso""Esterrefatto? Eppure dovrebbe essere a conoscenza della lettera che mi ha inviato il sei marzo scorso" afferma Sciaroni, che poi ci spiega la situazione che ha portato alla decisione di gettare la spugna. Clienti che gettano benzina sul fuocoSecondo Sciaroni, che ha ripreso il locale sette mesi fa, ci sono alcuni clienti che si comportano in modo incivile, lo ammette. Soprattutto nei confronti di un vicino che più volte si è lamentato del rumore causato dal bar. Questi "incivili" si divertivano a gettare benzina sul fuoco, con continue provocazioni al vicino, che chiamavano per nome e insultavano. E lui, pur non sapendo chi abbia scritto la lettera ai media per accusare il Municipio, ritiene si tratti proprio di loro."Io non sono la polizia"Sciaroni, però, ha provato in tutti i modi a tenerli a bada. Diffidandoli verbalmente e marcando presenza all'esterno del locale. "Per fortuna ho del personale che lavora benissimo, perché io ho dovuto passare tante serate sempre all'esterno, per cercare di tenerli buoni. Però le autorità non possono ritenermi responsabile di quanto accade all'esterno. Un gerente deve già gestire il bar, se deve gestire anche i dintorni non ce la fa, gli passa la voglia." Quello che è successo a Sciaroni, partito con grande entusiasmo, ma che si sarebbe aspettato un maggiore aiuto dal Comune. "Per metterla in politica, visto che io stesso sono attivo in politica in quel di Muralto, vorrei ricordare che Maggia è tra quei comuni che si sono opposti a un corpo di polizia attivo 24 ore su 24, come richiesto dal Dipartimento delle Istituzioni. Non vogliono controllare l'ordine pubblico ma pretendono che siano gli esercenti a farlo..." E in effetti nella lettera del 6 marzo scorso il sindaco chiede a Sciaroni "di vigilare con maggior rigore affinché gli episodi di inosservanza della quiete pubblica non abbiano a ripetersi." Un compito che Sciaroni ritiene non suo. Meglio tornare in cittàIl futuro del Caffè Fiscalini, malgrado le rassicurazioni del sindaco, appare così a tinte fosche. A Sciaroni è passata un po' la voglia di farsi in mille per portare avanti un locale. E, ammette, senza quei clienti "problematici" la sopravvivenza finanziaria del locale sarebbe a rischio. Una situazione di difficile risoluzione, dalla quale Sciaroni preferisce uscire, per tornare nel placido mondo della periferia cittadina. "Per riaprire qui dovrebbero cambiare molte prerogative, oggi come oggi non riaprirei" conclude il gerente. "Non ne vale la pena. Allora preferisco tornare a Locarno e aprire un ristorante lì." Ci sarà qualcun altro disposto a entrare tra l'incudine dei clienti e il martello del Comune? Per la vita sociale della valle, lo si può solo sperare. AS
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