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Ticino
Banda Pazzallo: prime ammissioni
Redazione
13 anni fa
Stando alle anticipazioni di TeleTicino, miravano a una cassaforte con i versamenti AVS: circa 2 mio di fr. in contanti

Prime parziali ammissioni, dopo le reticenze iniziali. E così iniziano a chiarirsi le intenzioni e le mosse compiute dalla banda di rapinatori che le teste di cuoio hanno stanato lo scorso febbraio dal locale a luci rosse di Pazzallo in cui si nascondevano, il palazzo Golpirolo. 5 uomini, finiti in manette assieme al gerente del palazzo, indagati per aver pianificato un colpo al centro smistamento postale del Pian Scairolo, dove lavorava lo stesso gerente del Golpirolo. I membri della banda, rapinatori pluripregiudicati provenienti dalla Campania, se non fossero finiti in manette il 28 di febbraio sarebbero presto tornati a Napoli, avendo deciso - stando alle loro testimonianze - di rinunciare al colpo. Un colpo ghiotto ma pressoché impossibile: almeno 2 milioni di franchi, le paghe dell’AVS provvisoriamente custodite nella cassaforte del centro postale. Avevano effettuato persino un sopralluogo ma erano stati sorpresi da un postino nel garage sotterraneo del centro mentre controllavano i fili e i cavi elettrici per individuare e disattivare il sistema dall’allarme. Quel giorno la cassaforte era vuota, ma come detto, presto avrebbero ospitato un paio di milioni in contanti. Fin qui dunque i primi riscontri dell’inchiesta, grazie anche alle ammissioni della banda. Ammissioni, certo, favorite da un serie di intercettazioni telefoniche. Nelle loro auto parcheggiate al Golpirolo, inoltre, gli inquirenti hanno rinvenuto delle ricetrasmittenti. Ma non sono stati trovati frese, fiamme ossidriche e martelli pneumatici. Sarebbero dovuti arrivare da Napoli, hanno detto i 6 uomini. Intanto tra pochi giorni si deciderà sull’eventuale prolungamento del carcere preventivo. Il procuratore pubblico Moreno Capella ha già chiesto altre 8 settimane. Ma gli avvocati difensori non ci stanno. Venerdì la decisione. Intanto ieri, come noto, altri due arresti a Trento, mentre resta a piede libero il presunto capo della banda di rapinatori. Nessun provvedimento finora nemmeno nei confronti dell’uomo del Comasco, il titolare di una palestra, che avrebbe fatto da tramite fra il gerente del Golpirolo e i rapinatori napoletani. Matteo Bernasconi

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