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Ticino
Banche ticinesi: più ricavi, ma meno impieghi
Banche ticinesi: più ricavi, ma meno impieghi
Banche ticinesi: più ricavi, ma meno impieghi
Redazione
11 anni fa
Anche nel terzo trimestre 2015 il settore bancario ticinese ha dato segnali di raffreddamento

Nel corso del terzo trimestre del 2015, e come già ravvisato da inizio anno, il settore bancario ticinese seguita a dare segnali di raffreddamento congiunturale.

Lo si evince dall'indagine congiunturale delle banche pubblicata oggi dall'Ufficio di statistica del DFE.

Più nel dettaglio, il 71% degli interpellati ritiene che, rispetto al trimestre precedente, l’andamento degli affari sia rimasto inalterato (per il 20% migliorato e per il 9% peggiorato). Inoltre, i banchieri interpellati rilevano una stagnazione su base trimestrale dei volumi dei capitali gestiti e dei crediti accordati, e registrano una lieve flessione dei volumi delle transazioni sui titoli. Parallelamente, i ricavi d’esercizio trimestrali sono aumentati ma con meno intensità rispetto alle evoluzioni marcate nel 2014, in quanto condizionati dal rallentamento dei risultati positivi delle operazioni su interessi e dalla stabilità dei risultati delle operazioni su commissioni e delle attività di negoziazione.

Il livello d’occupazione è rimasto invariato su base trimestrale nell’82% delle strutture (in calo nel 15% e in aumento nel 3%) e le spese d’esercizio sono complessivamente stabili. In tale contesto, la situazione reddituale delle banche è rimasta inalterata e la situazione degli affari è giudicata a ottobre né buona né cattiva dal 75% dei banchieri e buona dal restante 25% (nessuno la reputa cattiva).

In prospettiva gli operatori si attendono per l’ultimo periodo dell’anno un aumento della domanda di prestazioni e dei ricavi d’esercizio, a fronte di una flessione del livello d’impiego e delle spese; a sei mesi un miglioramento degli affari.

Tipologia di clientela

Le richieste di prestazioni provenienti dalla clientela svizzera seguitano ad alimentare positivamente il settore bancario ticinese, a fronte dei continui cali della domanda dell’importante clientela straniera. Infatti, per quanto riguarda la clientela indigena, anche in questo terzo periodo dell’anno le richieste di quella privata sono aumentate nel 48% degli istituti sondati (stabili nel 52% dei casi), e le richieste di quella aziendale, più toniche rispetto al periodo precedente, sono cresciute secondo il 37% degli interpellati (stabili per il 44% e in flessione per il 19%). La situazione degli affari con la clientela svizzera è stata giudicata a ottobre buona dal 33% degli operatori, né buona né cattiva dal 64% (nessuno l’ha reputata cattiva). Per contro, sono di tutt’altro tenore i giudizi sulla situazione degli affari con l’importante clientela estera, da nessuno reputata buona: per il 25% degli interpellati è giudicata cattiva e per il 75% né buona né cattiva. Giudizi condizionati dalle flessioni della domanda di prestazioni lamentate dal 44% degli istituti (stabile nel 56% dei casi). In prospettiva i banchieri prevedono: per la clientela svizzera, un rialzo delle richieste da parte di quella privata e stabilità di quella aziendale, mentre per clientela straniera, un’ulteriore contrazione della domanda.

Intercantonale

La piazza finanziaria ginevrina registra una lieve flessione trimestrale dell’andamento degli affari, condizionata, almeno in parte, dal rallentamento della domanda di prestazioni proveniente dalla clientela svizzera e dai continui cali di quella estera. Il livello d’impiego è rimasto complessivamente invariato, la situazione reddituale delle imprese è peggiorata e la situazione degli affari è stata giudicata a ottobre globalmente né buona né cattiva. Per contro, a Zurigo l’andamento degli affari stagna dopo i segnali di rallentamento avvertiti nel secondo trimestre. Anche per la piazza finanziaria zurighese la domanda di prestazioni rallenta e sottende due dinamiche ben distinte: la crescita della domanda interna e la flessione di quella estera. L’impiego è in calo, la situazione reddituale delle imprese peggiora e la situazione degli affari di ottobre è giudicata complessivamente ancora positiva. In prospettiva gli operatori di entrambe le piazze si attendono a tre mesi un rialzo della domanda di prestazioni (grazie alla clientela svizzera), mentre per l’inizio del nuovo anno l’andamento degli affari dovrebbe migliorare a Zurigo e rimanere inalterato a Ginevra.

Il commento

"La nota negativa ricorrente in questi ultimi anni riguarda costantemente il calo della domanda estera di servizi finanziari, in particolare nella gestione patrimoniale" commenta il direttore dell'Associazione bancaria ticinese, Franco Citterio. "Se da una parte il volume totale dei titoli depositati nelle banche in Svizzera tiene, dall’altra si concretizzano gli effetti negativi di breve termine della cosiddetta “Strategia del denaro dichiarato”. Per quel che riguarda il Canton Ticino il programma italiano “Voluntary Disclosure”, appena concluso, ha generato la riemersione di circa 60 miliardi di euro, di cui il 70% in provenienza dalla Svizzera. E’ ancora prematuro stabilire quanti di questi soldi rientreranno in Italia e quanti invece saranno regolarizzati ma mantenuti sul nostro territorio. Solo nei prossimi mesi avremo la prova di quanti clienti rimarranno fedeli alle banche ticinesi e quali saranno gli impatti a livello occupazionale e fiscale. Nel frattempo tutti si augurano di iniziare il 2016 meglio di come è finito il 2015."

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