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Ticino
Banche: tagliati 296 posti in un anno
Banche: tagliati 296 posti in un anno
Banche: tagliati 296 posti in un anno
Redazione
10 anni fa
Il settore bancario ticinese deve far fronte al calo di clientela estera. Tra gli impiegati, il 4% sono frontalieri

Il Comitato esecutivo dell'Associazione Bancaria Ticinese, diretto da Franco Citterio, nei giorni scorsi si è incontrato a Lugano per commentare l’attuale situazione del settore. In generale, i dati emersi sul 2016 riflettono i cambiamenti in atto nel settore e sono in linea con l’andamento degli affari. La piazza finanziaria ticinese si trova in un periodo di grande trasformazione e sta indirizzando le proprie attività verso un nuovo posizionamento strategico. Nonostante questi cambiamenti epocali le banche ticinesi, unitamente alle varie società collegate, secondo l'ABT "continuano ad essere un buon datore di lavoro che offre ottime condizioni salariali a circa 7'000 famiglie residenti nel Cantone".

Proprio in tema di impieghi, lo scorso anno il numero degli effettivi in Ticino (dati non ancora definitivi, calcolati su una base occupazionale a tempo pieno) impiegati dalle banche e dalle loro società collegate ha registrato una diminuzione di 296 unità, attestandosi a 6'782 unità. Negli ultimi 10 anni (2007-2016) l’occupazione di banche e società “collegate” è scesa in totale di 771 unità (-11.4%). Le banche in attività nel Cantone a fine 2016 erano 45, quattro in meno rispetto a inizio anno, in seguito alla chiusura di piccole succursali.

A influire sull’occupazione negli ultimi 10 anni, stando all'Associazione, sono stati l’innovazione tecnologica e dei processi di lavoro, la crisi finanziaria internazionale e le forti fluttuazioni borsistiche, le incertezze legate agli accordi fiscali internazionali e la pressione sul segreto bancario, la continua erosione dei volumi e della redditività, la concentrazione sul core business e l’esternalizzazione dei servizi bancari (“outsourcing”).

"Come di consueto - scrive ABT in una nota stampa - nel nostro settore la riduzione degli effettivi avvenuta presso gli istituti bancari  è stata attuata nel limite del possibile attraverso la normale fluttuazione del personale (prepensionamenti compresi) e solo in minima parte tramite una risoluzione dei contratti di lavoro". I disoccupati del ramo bancario iscritti in Ticino a fine 2016 erano 115, con un tasso del settore pari all’ 1.8% contro una media cantonale del 4%. Il Distretto in cui il settore bancario è più presente rimane il Luganese (72%), seguito nell’ordine da Bellinzonese (12%), Mendrisiotto (9%), Locarnese (5%) e dalla Regione Tre Valli (2%).

Per quel che riguarda la provenienza, il settore bancario rimane un ambito presidiato da personale indigeno. Infatti, gli impiegati con domicilio in Ticino sono il 96% mentre quelli con domicilio all’estero (frontalieri) sono il rimanente 4%. Questi ultimi rappresentano quindi una percentuale dello 0.3% dei frontalieri presenti in Ticino. Le previsioni sul fronte occupazionale espresse per il 2017 denotano un’evoluzione incerta. Non si esclude che nei prossimi mesi potrebbe esserci un inasprimento della situazione dettata da un contesto che permane difficile. Questo trend occupazionale s’inserisce in un contesto di generale consolidamento del settore bancario a livello internazionale.

Secondo lo studio sul settore finanziario commissionato l’anno scorso dal Canton Ticino a BAK Basel, l’apporto del ramo servizi finanziari (banche, assicurazioni e altri servizi finanziari) al PIL cantonale è del 9%.  Rispetto agli altri Cantoni, il settore finanziario ricopre in Ticino un’importanza superiore alla media, tale da conferirgli ancora il potenziale di uno dei motori trainanti della crescita dell’economia cantonale.

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