
La lenta ripresa del settore bancario ticinese ha perso vigore nel terzo trimestre del 2013, secondo quanto indica l'Indagine congiunturale delle banche pubblicata oggi dall'Ufficio di statistica.
Complice di tale rallentamento sarebbe il minor impulso, rispetto al recente passato, indotto dalla domanda di prestazioni proveniente dalla clientela elvetica e la nuova contrazione di quella estera. Nonostante ciò, la situazione degli affari è comunque ritenuta ancora soddisfacente. Segnali di rallentamento avvertiti pure sulla piazza finanziaria di Zurigo mentre il trimestre è stato particolarmente severo a Ginevra.
Nei prossimi tre mesi si prospettano una crescita della domanda di prestazioni della clientela elvetica, un’ulteriore diminuzione di quella straniera, e un possibile calo dell’impiego. A sei mesi la situazione degli affari dovrebbe migliorare.
"L'analisi congiunturale del terzo trimestre 2013 conferma purtroppo la tendenza verso una diminuzione dei volumi e della redditività della clientela internazionale" ha commentato il direttore dell'Associazione Bancaria Ticinese, Franco Citterio. "Se i mercati finanziari stanno registrando buoni risultati e quindi spingono gli investitori a tornare in Borsa, dall'altra parte la crisi economica e le pressioni sul segreto bancario frenano l'afflusso di nuovi clienti in provenienza dall'estero, in particolare dall'Europa e dagli Stati Uniti."
"Nel frattempo sono anche usciti i dati statistici relativi al settore bancario in Svizzera a fine 2012" ha aggiunto Citterio, "che indicano un continuo calo del numero di istituti, in particolare di quelli di proprietà straniera. In Ticino le cifre parlano di una diminuzione di 8 banche: 12 chiusure, di cui 5 già in liquidazione, e 4 nuovi ingressi, confermando così il trend verso una maggiore concentrazione e razionalizzazione del sistema bancario ticinese."
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