
I conti di Banca Stato? Neppure questo mese passeranno al vaglio del Gran Consiglio. La scorsa volta lo colpa era stata di un rapporto della commissione parlamentare di controllo del mandato pubblico che non aveva seguito alla lettera le procedure. Ma questa volta? Inghippi tempistici, pare, ma non solo. I commissari prima di firmare il loro rapporto avrebbero voluto un incontro con il CdA della banca. Impossibile prima di novembre. Sul piatto alcune questioni, tra cui il Macello di Cresciano. Il Macello cantonale, per intenderci quello che quest’estate ritrovandosi con l’acqua alla gola aveva depositato i bilanci. Quello per cui è in corso una procedura concordataria per vedere se è possibile salvare capra e cavoli. E milioni. Già, perché non bisogna dimenticare che il Cantone nel progetto aveva investito due milioni e mezzo. Uno e mezzo a fondo perso, uno come prestito. E anche banca stato sul piatto aveva messi un paio di milioni. E qui sta il punto. A Cresciano hanno sforato sul preventivo e non di poco, quasi del 50%. Ma la faccenda è emersa solo a maggio. E forse ora i commissari si chiederanno: possibile che banca Stato, che come ogni istituto di credito quando concede un prestito controlla le fatture, non lo sapesse? E, se lo sapeva, non sarebbe stata tenuta ad informare l’autorità politica? Se non per legge almeno per opportunità, visto i rapporti che legano Cantone e BS. Ma esattamente un anno fa, a precisa domanda dei commissari, il CdA aveva risposto che a Cresciano tutto andava secondo i programmi. A questo punto la domanda che sorge è un’altra: chissà se, a questo punto a novembre in Gran Consiglio si arriverà a parlare dei conti di Banca Stato.
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