
La vicenda Banca Stato è tornata in aula, questa volta davanti alla Corte di cassazione e revisione penale presieduta da Giovanna Roggero Will. Un caso del 2001Su questo caso giudiziario su si era pronunciata nel 2006 la Corte delle assise criminali di Lugano condannando a 24 mesi di detenzione per amministrazione infedele l’ex vicepresidente del Consiglio di Amministrazione di BancaStato Tuto Rossi e l’ex direttore della succursale di Locarno Urs Betschart. Nel 2001 la perdita di 21 milioni di franchi aveva dato il via all’inchiesta penale. Rossi e Betschart avevano deciso di ricorrere in Cassazione dopo la sentenza pronunciata dalla Corte presieduta dalla giudice Agnese Balestra Bianchi. Inizialmente la data del dibattimento era stata fissata per gennaio, ma il processo era slittato perché Tuto Rossi aveva ricusato la Corte di cassazione del Tribunale d'appello. Ma la corte creata ad hoc aveva respinto a giugno l'istanza di ricusa di Rossi. Subito diverse sorpreseBetschart è difeso dagli avvocati Luciano e Andrea Giudici, che però non si sono presentati. Tuto Rossi invece non è più difeso dai legali Renzo Galfetti e Filippo Ferrari. In sostanza si difende da solo. La banca, che si è costituita parte civile, è rappresentata dall’avvocato John Noseda, mentre l’accusa è sostenuta dal procuratore generale aggiunto Giovan Maria Tattarletti. L'accusa: 'Hanno agito per i loro interessi'Nel pomeriggio hanno preso la parola John Noseda, avvocato di parte civile in rappresentanza di Banca Stato, e il procuratore pubblico Giovan Maria Tatarletti. In sostanza entrambi hanno chiesto alla corte la conferma della sentenza in primo grado. “L’avvocato Tuto Rossi e Urs Betschart hanno agito unicamente per i loro interessi” ha ribadito oggi il procuratore pubblico sottolineando come Tuto Rossi non era un semplice cliente di Banca Stato, ma soprattutto un membro del consiglio di amministrazione.
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