
Donato Barbuscia non tornerà alla direzione di BancaStato. Il CdA dell'istituto di credito cantonale lo ha confermato in una lettera inviata al Governo ticinese. Nello scritto firmato dal presidente del CdA di BancaStato, Fulvio Pelli, si spiega di fatto quanto smentito sette giorni or sono: il congedo dell'attuale direttore equivale a un cambiamento alla testa della banca. Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Le ha raccolte Radio 3i. “La situazione è particolarmente preoccupante e confusa. Cosa che non aiuta in un momento di crisi”, ci dice Pelin Kandemir (PS). “Per me era chiaro dall’inizio. Non è una grande perdita. Ed è normale che venga sostituito. Si è cercato di mettere in piedi un’uscita decorosa, ma la comunicazione è stata disastrosa. Ora però non si può cambiare un CdA a causa di un problema di comunicazione”, commenta Attilio Bignasca (Lega). “Fulvio Pelli sta facendo tutti gli interessi della banca. Le decisioni che sono state prese sono nell’interesse della banca stessa”, afferma Walter Gianora (PLR). “Quello che chiedo è che venga fatta chiarezza su come sono andate le cose e su come si intende procedere”. “Ma sicuramente più che il discorso politico deve valere la qualità”, aggiunge Fiorenzo Dadò (PPD). “E’ una banca poco trasparente con una gestione poco chiara. Tant’è che diciamo, invece che chiamarla “BancaStato”, di chiamarla “Stato di Banca”. Perché l’hanno ridotta ad un livello preoccupante visto che è la banca di tutti i ticinesi. Barbuscia era messo li perché faceva comodo. Ed è stato messo li perché ossequiava tutte le volontà della presidenza, dunque di Fulvio Pelli. Purtroppo i risultati, malgrado i continui rinvii degli obiettivi, non sono arrivati. Non c’è stata un’evoluzione, ma un’involuzione. Questa banca deve essere semi-privatizzata. Ora l’unico punto che fa stato è di che partito sei: bisogna invece dire basta ai liberali DOC”, affonda Pierre Rusconi (UDC).
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

