
Sembrava dovesse essere un caso marginale per BancaStato, quello della denuncia inoltrata in aprile dalla ISS, patrocinata dall'avvocato Maria Galliani, contro l'amministratore di una ditta concorrente, la FaciliTI.
E invece ieri, a un mese esatto dall'emergere del caso, il Ministero pubblico ha comunicato di aver esteso le indagini anche al presidente della direzione generale di BancaStato Bernardino Bulla ed al membro di direzione e responsabile dell'Area compiti speciali Renato Arrigoni.
Una sorta di fulmine a ciel sereno, al quale si è giunti in seguito al recupero di un documento scottante, di cui ha riferito LiberaTv.
Negli interrogatori seguenti alla denuncia della ISS, Bulla aveva infatti dichiarato di aver avuto contatti con l'amministratore della FaciliTI soltanto nella seconda metà dell'anno scorso. Questo documento, invece, dimostra che già nel 2012 Bulla era stato informato dell'intenzione dell'amministratore della FaciliTI (che allora lavorava ancora alle dipendenze della ISS) di costituire una nuova società.
I due avrebbero poi avuto ulteriori contatti fino a sottoscrivere una "lettera d'intenti", cancellata e poi recuperata dalla Polizia, sul cui contenuto viene mantenuto il massimo riserbo.
Ieri Bernardino Bulla e Renato Arrigoni, difesi dall'avvocato Roberto Macconi di Lugano, sono stati messi di fronte a questa realtà.
Nei confronti dei due dirigenti il Ministero pubblico ipotizza i reati di complicità in violazione della legge federale contro la concorrenza sleale, per Bulla pure quello di falsa testimonianza, mentre per Arrigoni quello di soppressione di documento. L'inchiesta è condotta dalla procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi.
Oggi è in programma una riunione straordinaria del CdA di BancaStato. Al termine della quale è attesa una presa di posizione dell'istituto, che finora non ha voluto rilasciare commenti.
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