
Se BancaStato dovesse effettivamente acquistare la BSI, "sarebbe un'ottima cosa", secondo Alfonso Tuor, "perché vorrebbe dire che il centro decisionale ritornerebbe in Ticino."
L'economista, da noi raggiunto per un commento alla notizia bomba della giornata di oggi, ricorda che "i brasiliani di BTG Pactual avevano lasciato molta libertà di manovra al management ticinese, ma erano pure sempre loro a detenere le leve del potere. Così come con Generali in precedenza. Quindi dal punto di vista del Cantone e della piazza finanziaria ticinese sarebbe sicuramente un'ottima scelta."
"Si tratta ora di vedere come si finanzia questa operazione, perché la BSI era stata venduta ai brasiliani per 1,2 miliardi di franchi" prosegue Tuor. "Non è escluso che la si possa comprare oggi a un prezzo inferiore (BTG Pactual avrebbe chiesto 1,1 miliardi, n.d.r.)". E in tal caso sarebbe anche un'operazione finanziariamente interessante, dato che oggi i tassi di interesse sono molto bassi e quindi non sarebbe difficile per BancaStato finanziarsi sui mercati dei capitali e coprire il costo di questo finanziamento attraverso gli utili che genere abitualmente la BSI."
Per quanto riguarda i posti di lavoro, l'acquisto della BSI da parte di BancaStato "sarebbe la soluzione probabilmente meno dolorosa, meno che se venisse acquistata da un Credit Suisse o una Julius Bär" afferma Tuor, ricordando che "le attività di gestione patrimoniale di BancaStato sono contenute."
"A mio parere i doppioni sarebbero pochi, per cui non ci sarebbe una grande emorragia di posti di lavoro" conclude Tuor. "Anche se indubbiamente BSI, indipendentemente dall'acquirente, dovrà fare una cura dimagrante."
AS
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