
"Non è vero che volevano comprare il bambino, sono vittime di una truffa."
A parlare è Alessandro Pruiti, avvocato della coppia siciliana residente ad Aldesago balzata all'onore delle cronache in seguito al presunto acquisto di un bambino rumeno di 8 anni, a Messina.
Secondo il legale, sentito dai quotidiani ticinesi, al momento dell'arresto il marito avrebbe tirato un sospiro di sollievo: "Finalmente, è finito un incubo" avrebbe detto al momento dell'arrivo dei Carabinieri.
Questo perché da anni, secondo l'avvocato Pruiti, i due coniugi siciliani stavano subendo i ricatti di coloro cui si erano affidati alla ricerca di un figlio.
La coppia desiderava infatti fortemente un fratellino che facesse compagnia alla figlia disabile e che potesse prendersi cura di lei in futuro.
Nel 2008 aveva quindi denunciato la nascita, in Sicilia, di un figlio mai esistito. In seguito si era messa alla ricerca di un bambino da adottare. In Sicilia era stata loro prospettata la possibilità di ottenere un bambino da donne che partorivano ma che non avevano intenzione di tenere il neonato.
Secondo l'avvocato Pruiti, quei 30'000 euro indicati come versamento per l'acquisto del bambino servivano in realtà per falsificare le carte che occorrevano per simulare la nascita del figlio mai esistito. Solo che, una volta versati quei soldi, gli intermediari siciliani avrebbero chiesto ancora denaro alla coppia, tanto che alla fine sarebbero ben 130'000 gli euro spesi in questa avventura senza lieto fine.
"I miei clienti sono stati ricattati dalle stesse persone con cui erano entrati in contatto" afferma l'avvocato Pruiti. "Sono stati illusi con promesse su promesse, ma è sbagliato dire che volevano comprare il piccolo."
Anche settimana scorsa, al momento della consegna del bambino, questi intermediari avrebbero nuovamente voluto truffare la coppia. Lo dimostra, secondo l'avvocato, il fatto che all'appuntamento si siano presentati anche la madre ed il fratello maggiore del bambino di 8 anni, credendo di poter alloggiare anche loro presso la coppia residente in Svizzera.
L'avvocato Priuti intende quindi basare la propria difesa sul fatto che la coppia sarebbe stata truffata.
Intanto il Gip ha confermato sette arresti, mentre alla donna di Aldesago sono stati concessi gli arresti domiciliari, affinché possa prendersi cura della figlia 20enne disabile. Il bambino rumeno di 8 anni si trova invece in una struttura protetta.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

