
Si può definire un dramma invisibile. Non sono ragazzi come gli altri, hanno alle spalle storie segnate da traumi e violenze. In Ticino i minorenni non accompagnati sono 62 distribuiti nei due centri cantonali: 41 in quello di Paradiso, 21 nel foyer di Castione. Qui seguono un programma di integrazione, fra scuola, pretirocinio e apprendistato professionale.
Con loro bisogna avere molto tatto e sensibilità, spiega Federico Bettini, responsabile della Croce Rossa per i minorenni al Caffé. Alcuni di loro hanno comprensibili difficoltà di adattamento e dunque bisogna procedere lentamente, seguendoli tappa dopo tappa, ricostruendo con loro un rapporto di fiducia.
Secondo la Croce Rossa e altre associazioni molti ragazzi arrivano in Svizzera con in tasca un biglietto e un numero telefonico di riferimento, sapendo che c’è un parente che vive nella Confederazione. Ma prima vengono bloccati per seguire la trafila imposta dalla legge.
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